Secondo semestre ancora in positivo. Per Anima il 2021 è “da record”

outlook, Secondo semestre ancora in positivo. Per Anima il 2021 è “da record”
Foto concessa Edryc James P. Binoya, (Unsplash)

I segnali in arrivo dai mercati confermano anche nel secondo semestre un quadro globale in accelerazione, con un Pil in crescita del 6,5% nel 2021. Tuttavia le velocità sono diverse e si assiste a un primo rallentamento da parte della Cina, con gli Usa ormai vicini al picco e l’Area Euro in uscita da una fase di contrazione.  A questo si somma quello che Anima SGR, nel suo Outlook per il secondo semestre 2021, individua come uno sbilanciamento: l’attività economica è stata inizialmente sostenuta dagli sviluppi sul lato dell’offerta, mentre ora è guidata dall’accelerazione della domanda.

Lo studio a cura del team Investment Research & Advisory della società, guidato da Fabio Fois, segnala come questa crescita della domanda faccia i conti con “strozzature dal lato dell’offerta e tensioni geopolitiche”. Il momento è delicato, insomma, e vede segnali contrastanti sul fronte della fiducia delle imprese che avvertono vincoli più stringenti lungo la catena di fornitura, pressioni sulle materie prime, un’inflazione in rapida ascesa e “ben oltre i target delle banche centrali”. In questo panorama in evoluzione un aiuto all’allentamento delle pressioni arriverà dall’avanzamento della campagna vaccinale e dalla concomitante “normalizzazione dell’attività economica globale dal lato dell’offerta”. Il rallentamento sarà graduale, avverte Anima, e le Banche centrali dei singoli Paesi continueranno il bilanciamento tra pressioni inflazionistiche e rischio di frenare la ripresa.

AZIONARIO

Il team di ricerca di Anima conferma un giudizio strategicamente costruttivo sui mercati azionari dove “eventuali correzioni saranno sfruttate come opportunità di acquisto”. L’attesa, dopo il rally dell’ultimo periodo trainato dai Paesi sviluppati, è per una correzione nelle prossime settimane “ancorché non troppo profonda”. Certo è che nonostante nel medio termine si confermi un giudizio positivo, nel breve si potrebbe assistere a una direzionalità delle Borse “meno marcata” in attesa della FED. La preferenza in questa fase va dunque su un’allocazione più bilanciata e “pur mantenendo una preferenza per i titoli ciclici, optiamo per un approccio selettivo”. Attenzione particolare per quanto riguarda le aree di investimento al settore della tecnologia e alle tematiche ESG (con un peso preponderante della E “ambiente” anche a seguito delle politiche a livello globale sul tema). A livello geografico, l’approccio si riflette in “un’esposizione bilanciata, che ci vede sovrappesare Stati Uniti ed Europa continentale”. I Paesi emergenti restano sotto la lente, in quanto pur sostenuti dallo scenario macro globale, potrebbero essere frenati da un mix di fattori, tra cui l’apprezzamento di breve termine del dollaro USA. “Il contesto globale rimane costruttivo per le attività rischiose – scrive Anima – e l’azionario emergente non fa eccezione”.

GOVERNATIVI

Sul fronte governativi dei Paesi sviluppati dopo un primo semestre in cui gli aumenti dei rendimenti sono stati un fenomeno globale, determinato da dinamiche macro e orientamento delle banche centrali, nel secondo semestre questa “sincronizzazione è venuta meno”.  I rendimenti dei titoli di Stato UE hanno continuato a salire (anche perché il movimento registrato in precedenza era più modesto e l’impatto della campagna vaccinale ritardato rispetto agli Usa), mentre i Treasury americani hanno vissuto una fase di consolidamento. Le attese sono ora per un aumento dei tassi, in linea con quanto anticipato dal team di ricerca nell’Outlook sul 2021. A determinare l’andamento negli Stati Uniti, gli sviluppi sul fonte macro, le prospettive di una riduzione degli stimoli monetari e le valutazioni disallineate rispetto ai fondamentali. Questo aumento rassicura Anima, non avverrà in modo disordinato e violento. Il re-pricingin Area Euro sarà invece meno pronunciato. I titoli di Stato italiani, in particolare, dovrebbero restare ben supportati nonostante sia ormai smaltita “l’euforia provocata dall’ingresso in politica di Mario Draghi”, infatti, la previsione di riforme in linea con lo sblocco delle risorse di NGEU spingono verso un ritorno di interesse da parte degli investitori esteri. Restano le incognite legate alla gestione della BCE del post-PEPP, scrive Anima, e agli “appuntamenti politici in calendario”, dalle elezioni tedesche e francesi, alla scadenza del mandato di Mattarella in Italia.

Contesto “moderatamente più costruttivo” nella seconda metà dell’anno per i Paesi emergenti. L’outlook indica prospettive di crescita miglioreranno di pari passo con l’avanzamento delle campagne vaccinali, che dovrebbero lentamente recuperare il terreno perso rispetto ai Paesi avanzati. Tuttavia, pressioni inflattive diffuse limiteranno lo spazio di manovra delle banche centrali, che potrebbero essere costrette a sacrificare una quota di crescita per controllare la risalita dei prezzi. Resta essenziale valutare il rischio idiosincratico di ogni Paese.

OBBLIGAZIONARIO SOCIETARIO

Da un’analisi delle obbligazioni societarie euro investment grade, Anima registra una volatilità eccezionalmente limitata negli ultimi mesi, in linea con quanto previsto a inizio anno e un progressivo scostamento del focus dal Beta all’Alpha per le obbligazioni societarie euro high yield. Secondo i ricercatori il miglioramento del quadro macro/fondamentale e la ricerca di rendimento da parte degli investitori potrebbero giustificare un’ulteriore, modesta compressione dei premi al rischio per le fasce di rating più basse. Tuttavia, l’approccio gestionale è caratterizzato da maggiore prudenza e selettività, a fronte di possibili turbolenze legate all’andamento dei tassi governativi e del mercato azionario.

MONETARIO

Scontato in buona misura il tema della ripresa globale, il ritracciamento al ribasso del dollaro si è interrotto dopo il FOMC di giugno, che ha spinto gli investitori ad anticipare il timing del primo rialzo dei tassi. Nel breve termine, la divergenza fra le politiche monetarie di Fed e BCE dovrebbe continuare a favorire il biglietto verde rispetto all’euro.