Nella riunione di marzo la BCE ha presentato le nuove proiezioni macroeconomiche, riviste in modo significativo rispetto a quelle dello scorso dicembre alla luce della guerra in atto in Medio Oriente. Le proiezioni degli esperti hanno incluso in via eccezionale, le informazioni disponibili fino all’11 marzo, una data di chiusura posticipata rispetto al consueto. In virtù delle tensioni geopolitiche e del rialzo dei prezzi energetici, la BCE prevede un’inflazione al 2,6% nel 2026 (con un picco oltre il 3% a metà anno), seguita da un rientro verso il target al 2% nel 2027 e da una lieve risalita al 2,1% nel 2028. Al contempo, prevede una crescita dell’area euro più debole nel breve termine: il PIL è atteso allo 0,9% nel 2026, per poi rafforzarsi gradualmente all’1,3% nel 2027 e all’1,4% nel 2028.
Shock energetico e inflazione: la BCE testa gli scenari di rischio legati alla crisi in Medio Oriente

Waldemar Brandt (Unsplash)
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