US small cap, nuovo rally in vista

Alex E. Proimos, Flickr, Creative Commons
Alex E. Proimos, Flickr, Creative Commons

Dalla vittoria di Trump alle elezioni americane, l’indice Russell 2000, che rappresenta la performance delle società statunitensi a bassa capitalizzazione, ha guadagnato il 14% in quasi due mesi, chiudendo il 2016 a 1357,13 punti base. Il rialzo dell'asset class è stato favorito dalle aspettative riguardanti l’attuazione delle riforme promesse da Trump, ovvero i piani di deregolamentazione, la riduzione della pressione fiscale sulle imprese e l’aumento della spesa pubblica. Fino a metà agosto, le small cap hanno risentito particolarmente del ritardo nell’implementazione delle riforme dell'amministrazione Trump, in particolare quella fiscale. Dopo mesi di volatilità e incertezza, il clima di ottimismo in attesa della presentazione della Tax Reform ha dato inizio ad una nuova fase rialzista dell’indice Russell 2000, che dal 21 agosto ha guadagnato il 9,8% (al 30/09). La riforma fiscale, presentata da Trump il 27 settembre, prevede una diminuzione della corporate tax dal 35% al 20%, con l’obiettivo di azzerare lo svantaggio competitivo nei confronti dei Paesi concorrenti e stimolare la crescita economica del Paese. Inoltre, il maggior interesse degli investitori nei confronti dell’asset class è dovuto alle valutazioni meno eccessive rispetto a quelle delle società più grandi, oltre ai maggiori benefici derivanti dalla riduzione del carico fiscale sulle imprese. Infatti, secondo i dati Thomson Reuters, le small cap pagano imposte più elevate rispetto alle large cap: con le prime che pagano un’aliquota media del 31,9%, contro il 28% delle large cap e multinazionali quotate sull’S&P 500.

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