Spesa pubblica, tasse e meno emissioni: le principali misure dei primi 100 giorni di Biden presidente

Nik Shuliahin, Unsplash
Nik Shuliahin, Unsplash

Il tandem formato da Joe Biden e Kamala Harris, presidente e vicepresidente degli Stati Uniti, ha recentemente completato i suoi primi 100 giorni. E come spesso accade, diversi gestori di fondi hanno pubblicato dei commenti che fanno il punto su questi primi tre mesi di governo democratico. Un periodo che, tra l’altro, è stato estremamente positivo per i mercati azionari statunitensi – l’S&P500 è salito dell’11% e il Nasdaq del 9,7% – ma non lo è stato altrettanto per il mercato delle obbligazioni. Infatti, il rendimento del T-note è passato dallo 0,91% all’1,58%.

Maggiore spesa pubblica

Dietro questo rally del T-note c’è proprio una delle tre grandi misure attuate dal nuovo Governo statunitense: il piano di stimolo fiscale del valore di 1,9 trilioni di dollari, l’8,5% del PIL della prima economia del mondo. La manovra di Biden, unita alla promessa di nuovi grandi investimenti in infrastrutture nei prossimi anni, ha avuto effetti positivi sul sentiment degli investitori, anche se come avvertono da UBS Global Wealth Management il suo effetto sul mercato azionario potrebbe già essere stato più che scontato: “Gli investitori e gli imprenditori a livello mondiale vedono l’amministrazione Biden come un elemento favorevole per le prospettive globali nel prossimo quadriennio. Il 64% ritiene che la nuova presidenza avrà un impatto positivo sull’economia globale, il 60% è convinto che sosterrà i mercati globali, mentre il 57% è dell’idea che avrà un effetto favorevole sulle finanze personali degli investitori. Il 54% degli imprenditori lo considera un fattore trainante per le loro aziende”, illustra il market head, Paolo Federici. “Ma guardando avanti, la risposta del mercato al resto dell’agenda economica di Biden sarà probabilmente più attenuata e sicuramente più sfumata: l’impatto sul PIL di un grande disegno di legge di spesa per le infrastrutture, in parte finanziato da aumenti delle tasse, sarà inferiore a quello del pacchetto da 1,9 trilioni di dollari e distribuito su molti anni. Inoltre, l’impatto positivo di una maggiore crescita potrebbe essere annullato da tasse e inflazione più alte. Quindi, gli investitori dovranno essere più selettivi nell’identificare vincitori dell’agenda di Biden, mentre era sufficiente essere semplicemente investiti in attività di rischio negli ultimi tre mesi”, spiegano dal gestore patrimoniale svizzero.

La spinta del piano Biden sulla crescita economica degli Stati Uniti sarà anche catalizzata dalla riapertura delle attività economiche, in un Paese che è già in cima alle classifiche globali per il roll-out dei vaccini: il 30% della popolazione ha già ricevuto entrambe le dosi. In questo contesto gli investitori temono per a un picco improvviso dell’inflazione, che potrebbe spingere la Fed a fare marcia indietro sulla sua politica monetaria ultra-allentata. Qualcosa che al momento è più possibile che probabile. “Bisogna avere almeno sei mesi di inflazione sopra il 2% perché la Fed cominci a preoccuparsi, perché implicherebbe che potrebbe non essere così transitoria come sembra”, dice Esty Dwek, head of Global Market Strategy di Natixis IM. Ma finora la Fed di Jerome Powell ha affermato in più riprese che attualmente il ritorno dell’inflazione dovrebbe essere transitorio e non desta preoccupazione.

Maggiori tasse

La seconda grande misura che è stata presa in questi 100 giorni è incentrata sull’American Jobs Plan, basato principalmente sugli investimenti in infrastrutture e il cui finanziamento è legato al cosiddetto “The Made in America Tax Plan”, che prevede un aumento dell’imposta sulle società, sui redditi da capitale e sui redditi da lavoro per salari più alti. “Il più grande cambiamento dal punto di vista delle entrate sarebbe quello di aumentare l’aliquota dell’imposta sulle società dal 21% al 28%”, dice Christian Hantel, senior portfolio manager di Vontobel AM.

Tuttavia, egli sostiene che il fatto che un tale modifica debba passare attraverso il Senato e la Camera dei Rappresentanti suggerisce che l’aumento sarà inferiore al 28% e quindi gestibile per le aziende statunitensi. Ma non tutti la pensano così, per Karolina Noculak, investment director di Aberdeen Standard Investments questa misura “vuole combattere l’evasione fiscale da grandi multinazionali. E se tale piano sarà approvato dal Congresso, questi cambiamenti potrebbero avere un forte impatto su alcune aziende che si ritiene stiano facendo profitti abnormi”.

Meno emissioni

Entrambi i piani economici lanciati dal tandem Biden-Harris recano nel loro DNA la terza grande novità portato da questa nuova amministrazione: la consapevolezza nella lotta contro il cambiamento climatico, dopo anni di quasi-negazionismo del presidente Trump. Infatti, il suo primo giorno da presidente Biden ha aderito all’accordo di Parigi e in seguito ha annunciato un Clean Power Plan, con cui investirà circa 2.000 miliardi di dollari nella protezione del clima nei prossimi quattro anni. “Il piano climatico della nuova amministrazione americana è una buona notizia per gli investitori che pensavano che la nave fosse salpata”, dice Tim Bachmann, gestore del fondo di DWS Invest ESG Climate Tech.

Inoltre, proprio questa settimana il governo degli Stati Uniti ha annunciato un accordo per ridurre le emissioni degli del 50-52% entro il 2030. Un impegno che, secondo Johann Plé, gestore di AXA IM del fondo AXA WF Global Green Bonds, “non solo raddoppia l’impegno di Obama, ma dimostra anche che Biden è impegnato nella lotta contro il cambiamento climatico”.