A fine anno ci sarà il vero banco di prova per MiFID II, soprattutto in merito alla trasparenza dei costi dei fondi. Gli investitori potranno tirare le somme e sapere chiaramente a quanto ammontano le spese di gestione dei prodotti da loro detenuti. Non è esclusa qualche sorpresa e c’è già chi ha ben chiaro il da farsi, se i conti non dovessero essere equi: cambiare banca e/o consulente per i propri investimenti. È quanto emerge da una ricerca condotta a maggio da Finer Finance Explorer. Il think thank della consulenza finanziaria, con sede a Milano e Londra, ha infatti realizzato uno studio, su un campione di 100 HNWI italiani con con disponibilità finanziarie superiori ai 5 milioni di euro. E ciò che emerge dall’89% degli HNWI intervistati è che a fine anno questi investitori facoltosi faranno un confronto con le banche di riferimento (in media 4) per valutare eventuali differenze di costi. Nel caso questi stessi costi fossero superiori a quanto comunicato, ben il 67% cambierebbe banca/referente, il 17% cambierebbe la banca mentre il 16% referente all’interno della stessa banca.
Spese inique? Gli HNWI pronti a chiudere la porta a banca e consulente

foto: autor Giovanni, Flickr, creative commons
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