Uno dei temi centrali per gli investitori obbligazionari è la divergenza tra le curve dei rendimenti dei titoli sovrani europei rispetto a quelli statunitensi, che riflette differenze significative nelle politiche monetarie e nelle prospettive economiche delle due aree. Attualmente, le curve dei rendimenti in Europa e nel Regno Unito sono insolitamente piatte, con uno spread di soli 20-43 punti base tra i titoli a cinque e trent’anni, segno di un’economia che fatica a riprendersi e di una BCE cauta nell’aprire a politiche espansive. Al contrario negli Stati Uniti, una crescita economica più robusta ha contribuito a mantenere i rendimenti su una traiettoria più elevata, nonostante le incertezze legate alla politica fiscale e alle possibili scelte della Fed. Secondo gli analisti le curve europee potrebbero tornare a essere più ripide nel medio termine, con un aumento degli spread soprattutto sulle scadenze lunghe. Per gli investitori alla ricerca di una diversificazione e di una copertura contro la volatilità dei mercati azionari, i titoli di Stato in euro offrono una protezione potenzialmente interessante, posizionandosi come investimento difensivo e adattato al rischio, in particolare in un’ottica di medio-lungo termine. Come si muovono all’interno di questo contesto asset manager e fund selector? Ecco le prospettive dei partecipanti alla seconda parte della tavola rotonda di FundsPeople sull’obbligazionario europeo.
Spread europei, navigare le divergenze con gli Stati Uniti

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