Non che si sia mai veramente esaurita. Forse assopita. Ma ora è il caso di rispolverarla. La guerra delle valute è tornata a rendersi esplicita, grazie all’ultima mossa della Reserve Bank of New Zealand (Rbnz) che ha pubblicato uno statement dal titolo “Why the NZD exchange rate in unjustified and unsostainable” (perché il tasso di cambio del dollaro neozelandese è ingiustificato ed insostenibile, ndr) spiegando come il valore di sopravvalutazione della divisa locale sia preoccupante e come il tasso di cambio reale non abbia seguito gli sviluppi economici mondiali (per esempio il prezzo del latte da febbraio 2014 è sceso del 45% mentre il tasso di cambio effettivo è stato dell’1% superiore alla rilevazione tendenziale relativa allo stesso periodo). “Inoltre, si scopre che la Rbnz ha messo in circolazione sul mercato, nel corso del mese di agosto, 521 milioni di dollari neozelandesi, prendendoli dalle proprie riserve e vendendoli ai diversi acquirenti al fine di deprezzare il cambio contro il dollaro americano, un cambio che secondo il primo ministro dovrebbe aggirarsi intorno agli 0,65 dollari per dollaro neozelandese”, spiega Matteo Paganini, capo analista di DailyFX/FXCM. Il gruppo in Italia offre i prodotti CFD (contratto per differenza) senza riquotazione di prezzo e permette ai clienti di operare su forex, petrolio, oro, argento e indici azionari con una sola piattaforma.
Torna la guerra delle valute?

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