Tra crescita e inflazione, prospettive per il reddito fisso

Tavola rotonda reddito fisso. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
Tavola rotonda reddito fisso. Foto Enrico Frascati per FundsPeople

Meno crescita, più inflazione: le politiche commerciali del Presidente Trump hanno ridotto le stime sull’andamento del PIL globale dell’OCSE dal 3,3% al 3,1%, con un calo di 0,2 punti percentuali tra dicembre e marzo. Tale potrebbe essere l’effetto dei dazi minacciati, e infine imposti, dagli USA a molte delle principali economie mondiali, Europa inclusa. Ma gli Stati Uniti stessi non sono immuni da conseguenze, e il colpo sarà più duro nel lungo termine. Nelle stime dell’OCSE, infatti, l’economia statunitense potrebbe passare da una crescita del 3,2% del 2024 al 3,1% nel 2025, sino a un 3% nel 2026, con un calo dello 0,3% rispetto alle stime precedenti. Per quanto riguarda l’inflazione americana, al contrario, l’OCSE prevede un aumento della componente core al 3% già nel corso del 2025, ben lontana dai target della Fed. Nell’Eurozona, invece, l’inflazione è proiettata all’obiettivo del 2% entro il 2026, confermando un trend positivo. Si tratta di misure fondamentali per l’andamento dei mercati finanziari globali, e in particolar modo per il reddito fisso, che risente direttamente delle stime sull’inflazione e, indirettamente, delle aspettative sulle politiche monetarie delle banche centrali per tenere sotto controllo il surriscaldamento dei prezzi. Dello scenario macroeconomico attuale, tra tensioni geopolitiche, traiettoria della crescita e timori sui picchi inflattivi, hanno parlato gli esperti nella prima parte della tavola rotonda di FundsPeople sull'obbligazionario.

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