La pandemia ha creato forti problematiche alle aziende che dipendono dalle catene di approvvigionamento globali, che si sono dimostrate fragili di fronte a un'interruzione senza precedenti. A queste criticità si sono aggiunte le ripercussioni del blocco del Canale di Suez nel marzo 2021 e l'attuazione da parte della Cina della rigida politica di zero contagi per contenere il Covid. Lo scoppio del conflitto in Ucraina lo scorso febbraio ha ulteriormente complicato le cose. I costi delle materie prime sono schizzati alle stelle e all'elenco dei problemi che le aziende devono affrontare si è aggiunta la necessità di ripensare i business tenendo conto delle sanzioni alla Russia. Di fronte a tali perturbazioni durature, nonché al crescente protezionismo e all'inflazione salariale, molte aziende hanno adottato misure per ripensare le proprie catene di fornitura, dando il via a misure di onshoring.
Tre indicatori che mostrano la diminuzione delle pressioni sulla catena di fornitura globale

Dominik Luckmann, foto concessa (Unsplash)
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