UBP, il rischio chiave del 2025 è un rimbalzo dell’inflazione

Norman Villamin News
Norman Villamin, immagine concessa (UBP)

Nel rumore quotidiano di notizie spesso contrastanti, il pericolo per gli investitori è di focalizzarsi su aspetti secondari, sottovalutando rischi cruciali e impostando di conseguenza i portafogli in modo inefficace. Se un anno fa il timore principale era l'arrivo di una recessione che nei fatti non si è materializzata, rendendo il 2024 un anno nel complesso positivo per i mercati, oggi l'attenzione si concentra sulle incertezze legate alla crescita, in particolare per l’Europa. Il consenso prevede un atterraggio morbido e un’inflazione che torna senza sussulti verso i target delle banche centrali. Ma la situazione potrebbe evolvere in modo diverso. Secondo la view di Norman Villamin, Group Chief Strategist di UBP, che ha presentato alla stampa l’outlook 2025, vi è un rischio in vista del nuovo anno che gli investitori starebbero sottovalutando: l’inflazione. Nei prossimi 12 mesi, infatti, vari elementi del contesto macroeconomico, tra cui le politiche del secondo mandato Trump con potenziali effetti inflazionistici, rischiano di rallentare il processo di disinflazione in corso. In più, alcune componenti chiave dell’inflazione, come quella dei servizi, si stanno già dimostrando più resistenti del previsto. Pertanto le banche centrali potrebbero avere meno margine nel ridurre i tassi. E la volatilità nei rendimenti obbligazionari potrebbe accentuarsi.

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