Un’entità che a maggio di quest’anno celebra cento anni di attività e ha attraversato la storia del nostro Paese da testimone di cambiamenti politici, culturali, sociali e, soprattutto, di “risparmio contrattuale”. Nell’analizzare con FundsPeople le peculiarità di Fondazione FASC, Fondo agenti spedizionieri e corrieri, Paolo De Marcellis, direttore generale dell’ente, stressa un punto centrale: la genesi negli anni ’20 del 900, epoca in cui si ponevano le basi dei sistemi di welfare, la sua nascita come iniziativa dei datori di lavoro del settore trasporti e la sua collocazione nella normativa recente come ex Dlgs 509/1994. “L’obbligatorietà del fondo è legata ad accordi contrattuali collettivi, quello della logistica-trasporti e quello delle agenzie marittime. Le parti sociali hanno stabilito questa forma di risparmio contrattuale, che è rimasta in vigore fino ad oggi”, afferma il DG. Fondazione FASC si distingue, dunque, per non erogare pensioni in forma di rendita. “Il nostro è un fondo a capitalizzazione che liquida il montante in un’unica soluzione al momento del pensionamento o dell’uscita dal settore, ed è assimilabile a un TFR aggiuntivo”.
“Un fondo a capitalizzazione che liquida il montante in un’unica soluzione”

Paolo De Marcellis, foto Enrico Frascati per FundsPeople
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