Unicredit muove su Banco BPM, quali impatti sul mondo del gestito

Milano news
Emmanuel Cassar (Unsplash)

Il mondo finanziario italiano (ed europeo) ha avviato la settimana con una nuova “scossa”. Come riportato anche da FundsPeople nella mattinata di ieri, Unicredit ha lanciato un’operazione pubblica di scambio volontaria (OPS) su Banco BPM per 10,1 miliardi di euro, interamente in azioni. Una mossa inattesa, tanto che si è sbilanciato anche il governo. L'OPS lanciata dal gruppo guidato da Andrea Orcel su Banco Bpm è un'operazione "comunicata, ma non concordata con il governo", ha dichiarato il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, a margine di un'audizione, aggiungendo che "com'è noto esiste il golden power, il governo farà le sue valutazioni, valuterà attentamente quando Unicredit invierà la sua proposta". In precedenza, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini aveva detto di sperare che la mossa di Orcel “non fosse un tentativo di rovinare i piani del governo di creare un terzo polo bancario nel Paese, alle spalle di Intesa Sanpaolo e UniCredit”. Oltre a toccare equilibri in ambito bancario, di valutazione del titolo, la mossa di Unicredit sull’istituto milanese, va anche a impattare sul delicato equilibrio delle società di gestione coinvolte in maniera “collaterale”.

Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.