Vedani (Alicanto): "I mercati prendono fiato. Attenzione a non esporsi troppo presto"

Carlo Vedani News
Immagine concessa (Alicanto Capital SGR)

L'escalation della guerra commerciale non si arresta. Il recente annuncio di nuovi dazi del 100% imposti dall'Amministrazione Trump alle importazioni dalla Cina ha causato un forte arretramento delle borse globali. Il balletto è già visto: un'affermazione iperbolica da parte di Trump seguita da un "mezzo passo indietro" che tranquillizza gli investitori. Questa volta, però, il trend dei mercati non si è invertito, nonostante il copione sia stato seguito alla lettera. "Gli indici non sono riusciti a mettersi alle spalle l'escalation che ha portato a una nuova crisi commerciale. O forse non hanno voluto farlo fino in fondo", afferma Carlo Vedani, AD di Alicanto Capital, nel suo outlook di mercato. Secondo il manager, lo scontro tra USA e Cina è una scusa che dà modo ai mercati di prendere il fiato dopo una corsa in salita sin troppo sostenuta, e che adesso non ha più spinte per proseguire ininterrotta.

Mercati in difficoltà tra shutdown, Francia e golden power

Il problema non è solo la Cina. Lo shutdown americano "influisce su Pil, comunicazioni al mercato e dati di occupazione statunitensi", ricorda Vedani, e anche, in alcuni casi, "sugli utili di qualche società". E più a lungo si protrae, tanto più gravi sono gli effetti. Dal nostro lato dell'Oceano Atlantico c'è stata la crisi del governo francese, che si è conclusa con un secondo governo Lecornu con una finanziaria in versione light e una riforma delle pensioni rimandata a dopo le elezioni presidenziali. "Visti tutti questi problemi, si capisce quanto la correzione fosse nell'aria: il “venerdì nero” potrebbe esserne il punto di partenza", pronostica Vedani. Prosegue, infine, il "duello" tra la Commissione Europea e il governo italiano sul golden power, messo in discussione perché potrebbe impedire o ostacolare la creazione di un mercato unico dei servizi finanziari.

Il boom di oro, bond e beni rifugio

Cosa comporta tutto ciò per gli investitori? I cali delle borse offrono opportunità di acquisto, anche se forse "è più consigliabile attendere una o due settimane, per capire se siamo di fronte a un calo temporaneo oppure a una correzione del mercato più seria e duratura", afferma l'AD. Il banco è andato a chi ha investito in oro e argento e si è portato a casa un rialzo complessivo superiore al 70%, con i beni rifugio di sempre (incluso il franco svizzero) che si sono confermati come "gli unici asset in grado di proteggere gli investitori", aggiunge Vedani. La prudenza è d'obbligo, prosegue, con portafogli leggeri, attenzione alle rotazioni settoriali (con finanziari e Difesa in forte calo), e focus su settori come minerari e utility, "spesso indicati nelle fasi che necessitano di titoli difensivi". Meglio però attendere qualche manciata di giorni prima di aumentare le esposizioni, nella speranza che ci sia maggior chiarezza.

Il petrolio, dal canto suo, resta fermo nella fascia al di sotto dei 65 dollari al barile, "molto più rassicurante rispetto ai picchi raggiunti dopo l'invasione russa dell'Ucraina", commenta Vedani. Tuttavia, un movimento del prezzo sino alla soglia dei 60 dollari potrebbe essere preoccupante perché "sintomo di un indebolimento dell'economia". Le obbligazioni europee, infine, registrano un primato storico sia in termini di domanda, sia di offerta, rileva il responsabile di Alicanto. Sul primo fronte, il motivo è da ricercarsi "nella grande liquidità disponibile"; mentre l'incremento dell'offerta deriva dall'abbassamento dei tassi che spinge le aziende ad approfittare delle condizioni favorevoli per indebitarsi.