Verso un’integrazione verticale tra produttore e distributore

Cosmo, Schinaia, Country Head per l'Italia, Fidelity International
Cosmo, Schinaia, Country Head per l'Italia, Fidelity International

È un momento chiave per l’evoluzione del modello di business dell’industria con il lungo cammino di MiFID II che sta dispiegando tutto il suo potenziale di cambiamento. La prima rendicontazione dei costi è alle porte e tra i cambiamenti più attesi e già in vista spicca la razionalizzazione dei processi. “Stiamo passando da un modello di megastore degli strumenti di investimento dove veniva venduto qualsiasi tipo di prodotto, con partner che sono arrivati ad avere a catalogo migliaia di fondi, ad un modello in cui il numero delle controparti viene ridotto in nome della product governance, vero tema chiave di MiFID II” afferma Cosmo Schinaia, country head per l’Italia di Fidelity International. Nel nuovo ecosistema delineato da Schinaia, gli asset manager dovranno supportare sempre più i distributori in termini di formazione e soluzioni personalizzate al fine di aumentare la precisione nella risposta alle esigenze del cliente finale. “Un ulteriore aspetto chiave”, sottolinea inoltre Schinaia, “che si mostrerà però nel medio periodo, è quello della maggiore integrazione verticale fra distributore e fabbrica prodotto, già avvenuta nel mercato americano e in quello britannico, dove il processo di produzione e distribuzione si è in parte unito attraverso partnership più estese o acquisizioni di partecipazioni”. “Strategia che ha portato”, aggiunge, “un efficientamento del processo di determinazione dei costi, aspetto su cui tutti gli attori dell’industria si trovano sotto pressione”.

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