Carry in primo piano, selezione attenta e ampio margine di manovra. Sono questi i tre pilastri che hanno guidato negli ultimi mesi il Vontobel Fund – TwentyFour Strategic Income Fund, fondo con Rating FundsPeople 2025, gestito da un team tra cui Felipe Villarroel.
Nell’ultimo anno, il contributo più significativo alla performance è arrivato dal carry. A confermarlo è lo stesso Villarroel: “Il principale motore della performance è stato il carry, seguito, in misura minore, dai capital gain”. Una dinamica che non sorprende il team, che già a inizio anno prevedeva uno spazio più ridotto per il repricing dei mercati. “Pensavamo che nel 2025 il carry sarebbe stato probabilmente molto interessante, mentre le opportunità di capital gain sarebbero state limitate”, spiega lo specialista di TwentyFour AM (parte del gruppo Vontobel).
Con spread inferiori alle medie di lungo periodo e curve governative che già scontavano i tagli delle banche centrali, il fondo ha mantenuto un posizionamento orientato a estrarre carry in modo sicuro: sovrappeso sul credito, rating medio elevato, duration moderata ed esposizione a segmenti solidi come finanziari e CLO.
Mandato flessibile e gestione attiva della duration
Un elemento distintivo del fondo è la capacità di accedere a segmenti poco presenti nei benchmark globali. “Il mandato del fondo è flessibile e ci permette di investire in settori sottorappresentati come Coco bond e CLO”, sottolinea Villarroel.
Questo consente al team di integrare analisi macro e competenze specifiche nei mercati più tecnici del credito. “La nostra esperienza in questi segmenti, unita alle solide competenze macro, ci consente di offrire un rendimento corretto per il rischio interessante”.
La duration è invece gestita in modo tattico. “L’abbiamo ridotta rispetto al picco di inizio anno, poiché i Treasury USA hanno registrato un rally”, afferma. Storicamente, la duration del fondo ha oscillato tra 2 e poco meno di 5 anni; oggi si attesta intorno ai 4 anni.
Il team vede nel credito un potenziale migliore rispetto ai governativi. “Riteniamo che il mercato del credito sia più interessante dei titoli di Stato”, afferma Villarroel.
Questo si traduce anche in una preferenza geografica: “Abbiamo una preferenza per l’Europa e il Regno Unito rispetto agli Stati Uniti”. A livello settoriale, la selezione è guidata da fondamentali stabili e valore relativo. “Favoriamo i settori in cui i fondamentali sono stabili o in miglioramento”, aggiunge. Tra questi spiccano finanziari, incluso il debito subordinato di banche e assicurazioni, e CLO, considerati in grado di offrire rendimenti interessanti in un quadro di spread compressi.
Il portafoglio mantiene un rating medio BBB+, equilibrio che riflette l’obiettivo di combinare rendimento e qualità. “Riteniamo i rendimenti interessanti e i fondamentali solidi”, conclude Villarroel.
La decisione più importante è l’asset allocation
La costruzione del portafoglio parte sempre da un’analisi macro strutturata. “La decisione più importante riguarda l’asset allocation”, spiega Villarroel, “che include la ripartizione tra credito e titoli di Stato e l’allocazione ai diversi settori”.
L’analisi considera inflazione, crescita, politiche monetarie e geopolitica. “Sulla base di questa analisi definiamo quali rischi vogliamo assumere”, spiega. Solo dopo arrivano le scelte bottom-up sulle singole emissioni, selezionate per coerenza con il posizionamento strategico e con i settori identificati come più attraenti. Un approccio che combina visione macro, specializzazione sul credito e flessibilità, elementi che restano centrali per navigare il 2025 obbligazionario.


