Violenza economica: in Italia colpisce il 15% degli adulti, ma il 22% è a rischio

Gender gap
Marco Bianchetti, Unsplash

Una ricerca volta a misurare la diffusione della violenza economica in Italia e a individuare i fattori che ne aumentano o riducono il rischio, sia per chi la subisce sia per chi la compie. È quanto hanno realizzato il gruppo Sella e l’Università Cattolica del Sacro Cuore su un campione di 2 mila persone rappresentativo della popolazione italiana ed equamente ripartito tra maschi e femmine di età compresa tra 18 e 54 anni (51,3 in media) distribuiti su tutto il territorio. La ricerca, sostenuta da Banca Sella e Fabrick, individua tre modalità attraverso cui prende forma la violenza economica, ossia l’insieme dei comportamenti intenzionali che mirano a limitare o controllare l’accesso alle risorse economiche di un’altra persona: il controllo economico, che implica la restrizione dell’accesso al denaro e agli strumenti finanziari; il sabotaggio economico, che ostacola le opportunità di lavoro o di formazione; e lo sfruttamento economico, che si concretizza nell’appropriazione delle risorse della vittima o nell’imposizione di obblighi finanziari non consensuali.

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