Voluntary disclosure, anche se la documentazione è incompleta ha valore

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foto: autor Lasse Christensen, Flickr, creative commons

Nella questione del rimpatrio dei capitali illecitamente tenuti all’estero è in atto una certa accelerazione. Ecco che, infatti, in materia di voluntary disclosure, non sarà indispensabile presentare tutta la documentazione. È quanto emerge da una circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate. Obiettivo: rispondere ai tanti, troppi quesiti rivolti dai professionisti che stanno affrontando le procedure di rimpatrio dei capitali, dato che il tutto è molto nebuloso, poco chiaro e si presta quindi a troppe interpretazioni e dubbi. A oggi i capitali “possono essere fatti rientrare già dalla data immediatamente successiva a quella di presentazione dell’istanza di collaborazione volontaria”. E tutti coloro che hanno già usato lo scudo fiscale dovranno indicare “le dichiarazioni riservate direttamente o indirettamente  correlate alle poste patrimoniali e ai redditi oggetto dell’attuale procedura”.

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