Wolman (abrdn): “Con gli emergenti ci vuole un approccio geografico cercando di diversificare tra investment grade e high yield” 

Max Wolman, abrdn_news
Max Wolman. Foto concessa (abrdn)

Un approccio geografico piuttosto che settoriale. E la motivazione è semplice: ciò che accade in un Paese può avere un forte impatto sulle aziende che operano in quella regione, indipendentemente dal settore. È questa la prima considerazione che fa Max Wolmangestore del fondo EM Corporate Bonds di abrdn, raggiunto da FundsPeople in occasione di un evento a Milano. “Per spiegare il mio punto di vista faccio un esempio: in Colombia c'è un nuovo presidente, Gustavo Petro, che sta parlando di aumentare i tassi. Questo avrà ripercussioni su molte aziende, non solo su un settore in particolare”. Guardando dunque alle varie aree, il gestore spiega che al momento sono ribassisti sull'Asia, mentre hanno un sovrappeso in America Latina. “Riteniamo infatti che in quella regione le economie stiano andando abbastanza bene. In effetti, se guardiamo a ciò che è successo con l'inflazione, ora sta scendendo. La banca centrale del Brasile è stata una delle prime a iniziare ad alzare i tassi di interesse nel marzo 2021. E ora ne sta beneficiando perché sta iniziando a vedere un rallentamento dell'inflazione. Riteniamo che l'economia stia per ricominciare a crescere. Quindi è lì che preferiamo investire”, commenta Wolman.

Una strategia diversificata

Se si compara questa strategia con altre simili sul mercato si noterà che, molte altre società tendono a investire solo nella parte ad alto rendimento del mercato. “Si tratta quindi di un atteggiamento di investimento orientato al rischio, che ovviamente quest'anno si è rivelato molto negativo perché l'high yield ha fatto davvero fatica. Si pensi al settore immobiliare cinese. La nostra strategia di investimento è quindi molto più diversificata tra investment grade e high yield”, ci tiene a precisare il gestore.  L’esperto ammette di avere ancora un occhio di riguardo per l'high yield, ma tende a investire in obbligazioni di qualità superiore e ad alto rendimento. “Si tratta quindi di obbligazioni con rating BB. E tendiamo a evitare le CCC molto deboli. Ci concentriamo anche sulle società che potrebbero essere migliorate a livello investment grade con una qualità del credito molto più elevata. Cerchiamo anche le società che riteniamo siano mal valutate dal mercato”, commenta. Ad esempio, il gestore guarda alle società argentine, poichè si trovano a operarei in un Paese con molte difficoltà. “Hanno un rating creditizio molto debole, anche se le società stesse hanno una leva finanziaria bassa, buone operazioni, buoni ricavi e buoni margini. Ma poiché si trovano in Argentina, ricevono un giudizio molto negativo. Invece noi è proprio questo tipo di società che cerchiamo di acquistare”, sottolinea.

Una sostenibilità emergente

Quando si tratta di valutare la sostenibilità in relazione ai mercati emergenti, come noto, si parte da un livello molto basso. Eppure questo tema si sta facendo via via sempre più spazio. “Ormai sono 15 anni che mi occupo di mercati emergenti e, quindi, di aziende emergenti. Posso dire che, anche se cinque anni fa non si parlava mai di ESG alle aziende, ai CFO, agli investor relator, ora invece si dedica almeno una parte di riunione proprio a questo tema”. Inoltre, come sappiamo, vengono lanciati sempre più fondi articolo 8 secondo l’SFDR. “Noi abbiamo un fondo articolo 8 e uno articolo 9, che abbiamo lanciato di recente, e proprio attraverso quest’ultimo escludiamo delle società se non superano i criteri ESG”, commenta. Basta questo per capire come le strategie sostenibili stiano diventando sempre più predominanti, poiché a volte gli investitori decidono di non comprare una società se ha un basso score ESG.

Update di portafoglio

Questa strategia, spiega il gestore, è rimasta piuttosto coerente negli anni, “in quanto si tratta di un processo con cui ci rapportiamo direttamente con i nostri clienti e non vogliamo cambiarlo perché crediamo che funzioni nel medio termine, ovvero investire in titoli di qualità superiore e ad alto rendimento, avendo un portafoglio diversificato. Senza correre troppi rischi”, conclude Wolman.