Asset digitali, EFAMA chiede riforme normative per accelerare integrazione dei mercati dei capitali UE

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Immagine concessa: Chuttersnap (Unsplash).

Molti degli ostacoli individuati nella consultazione della Commissione Europea sull’Unione del Risparmio e degli Investimenti, relativa all’integrazione dei mercati dei capitali europei, potrebbero essere affrontati efficacemente tramite la tecnologia a registro distribuito (DLT), come la blockchain. È il parere di EFAMA chiede una riforma del quadro normativo sugli asset digitali per accelerare i progressi nei mercati dei capitali dell’UE.

Tra queste barriere figurano le infrastrutture post-trading frammentate, la mancanza di concorrenza e di flussi transfrontalieri tra le infrastrutture di mercato (FMI), nonché le differenze nazionali in materia di titoli, fiscalità e diritto fallimentare. “Grazie alla possibilità di abilitare nuovi modelli di business, disintermediazione, maggiore concorrenza e distribuzione più efficiente, la DLT offre una via per superare ostacoli politicamente sensibili nell’ecosistema post-trade europeo”, fanno sapere dall’associazione europea dei fondi e dell’asset management.  

Considerata la difficoltà di riformare sistemi nazionali radicati, EFAMA invita quindi i policymaker ad adottare con decisione la DLT per promuovere innovazione, ingresso di nuovi operatori e una maggiore scala nelle emissioni, negoziazione e regolamento, con l’obiettivo finale di avvantaggiare gli investitori finali e far progredire l’Unione del Risparmio e degli Investimenti.

“Gli operatori di mercato che hanno già avviato o intendono avviare iniziative sugli asset digitali nell’ambito del DLT Pilot Regime chiedono una transizione fluida verso un quadro normativo aggiornato, in grado di sostenere scala, concorrenza e un piano di parità con gli attori tradizionali”, spiegano da Efama. Secondo, l’associazione europea, infatti, la velocità dei cambiamenti regolamentari in giurisdizioni chiave al di fuori dell’UE, insieme al livello degli investimenti e alla crescita osservata degli asset DLT, mette ulteriormente in evidenza l’urgenza per l’Europa di adattarsi rapidamente.

EFAMA formula quindi le seguenti raccomandazioni, con delle proposte su MiCA e sull’ammissibilità delle stablecoin, e su FMI, DLT Pilot Regime e quadri normativi.

MiCA e stablecoin

EFAMA sostiene la creazione di un ecosistema multipolare di pagamenti DLT nei mercati dei capitali europei, che offra una pluralità di soluzioni per la regolazione in contanti delle transazioni basate su DLT: la valuta digitale di banca centrale all’ingrosso (wCBDC) dell’ECB, i depositi tokenizzati, i commercial bank money tokens (CBMT) e i crypto-asset regolamentati da MiCA utilizzabili come mezzi di pagamento. “Questo approccio multipolare promuove competitività e innovazione, riducendo rischi quali l’eccessiva dipendenza da un unico meccanismo, la concentrazione del rischio e potenziali impatti sulla politica monetaria”, dicono dall’ente.

Per sfruttare appieno il potensziale della DLT ed abilitare i pagamenti in stablecoin da parte dei fondi, secondo EFAMA è necessaria una chiarificazione del quadro attuale che consenta ai fondi UCITS di investire in e detenere e-money token (EMT) conformi a MiCA, sia come strumenti trasferibili sia come mezzi di pagamento (o entrambi), riconoscendo la natura ibrida delle stablecoin.

Ecco le proposte:

  • È necessario un orientamento interpretativo sull’ammissibilità delle stablecoin regolamentate da MiCA nelle disponibilità dei fondi, sia come mezzi di pagamento sia come strumenti di investimento.
  • Dove necessario, rafforzare i requisiti sulle stablecoin a doppia emissione: il mercato dovrebbe essere aperto a tutti gli emittenti che garantiscono la piena conformità a MiCA, favorendo così una concorrenza sana in una fase di forte crescita. Riconoscendo le preoccupazioni legate alla protezione degli investitori, soprattutto alla luce del Genius Act negli Stati Uniti, potrebbero essere valutati controlli più stringenti sul luogo in cui sono detenute le riserve e restrizioni ulteriori sui tipi di attività ammissibili.

FMI, DLT Pilot Regime e quadri normativi

EFAMA sollecita un ripensamento della regolamentazione delle FMI (Financial Market Infrastructures) e della legislazione relativa a emissione, registrazione, custodia, trasferimento e regolamento degli strumenti, per riflettere le capacità della DLT e creare condizioni paritarie per i nuovi operatori. “Si auspica un’evoluzione verso una nuova struttura di mercato in cui un maggior numero di soggetti possa fornire funzioni infrastrutturali di base. Un mercato più aperto e competitivo avvantaggerebbe tutti gli operatori, in particolare per quanto riguarda l’emissione/registrazione e la fornitura di servizi di regolamento”, spiegano da EFAMA.  

“Lo unbundling dei servizi dei CSD ridurrebbe i costi delle transazioni a carico degli utenti, generando risparmi per gli investitori finali e supportando i gestori patrimoniali nell’adempimento dei loro doveri fiduciari”, evidenziano.

Ecco le richieste dell’associazione:

  • Modificare l’articolo 3(2) del CSDR: eliminare i vincoli che richiedono la registrazione dei titoli presso i CSD per la negoziazione su sedi regolamentate e per l’utilizzo come garanzie finanziarie e bancarie centrali. In questo modo si eliminerebbe la discriminazione nei confronti degli asset tokenizzati (strumenti finanziari MiFID) rispetto ai formati tradizionali, favorendo la liquidità nei mercati secondari.
  • Convertire ed espandere il DLT Pilot Regime: renderlo permanente, aumentare le soglie per le classi di attività e ampliare gli asset eleggibili per sostenere crescita, scalabilità ed efficienza di mercato.
  • Ulteriori aree di approfondimento: l’interoperabilità tra CSD e registri DLT per supportare strumenti ibridi che richiedono riconciliazione; il rafforzamento del passporting per gli operatori DLT tra Stati membri; l’ampliamento delle disposizioni sul regolamento in contanti previste dal CSDR per sostenere le alternative di pagamento basate su DLT.