La lotta all’inflazione, definita “problema mondiale”, è in cima alle priorità della Federal Reserve. E negli Stati Uniti, più che in altri Paesi, è causata dalla domanda. Punta su movimenti “rapidi” volti a frenare il fenomeno, il presidente della Fed Jerome Powell, nel messaggio rivolto ieri, 22 giugno, ai senatori della commissione Banking, Housing, and Urban Affairs. “Siamo concentrati sulla parte dell'inflazione su cui possiamo agire. Possiamo ridurre la domanda", ha dichiarato Powell confermando quanto anticipato lo scorso 15 giugno, quando la banca centrale USA ha annunciato il rialzo dei tassi di 75 punti base: il più aggressivo dal 1994 a oggi. Intanto in un’America del Nord che si aggrappa a un mercato del lavoro non ancora alle strette e la tenuta della spesa per i consumi, si fanno i conti con il paventato rischio recessione. Timore che aleggia nelle stanze dei bottoni degli istituti centrali di credito di tutto il globo. Sarà possibile, dunque, l’auspicato “atterraggio morbido”?
Banche centrali alla ricerca di un atterraggio morbido

Rayson Tan (Unsplash)
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.