Negli ultimi due anni, per le perturbazioni sulle catene di fornitura per il Covid e per lo scoppio della guerra in Ucraina, l’inflazione ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi quarant’anni. E a fronte di ciò, la domanda che si sono posti molti analisti è se le fiammate dei prezzi hanno determinato un cambio di regime finanziario con il ritorno a uno scenario simile a quello degli anni ’80, contraddistinto da un’inflazione strutturalmente più alta. Ma secondo Myles Bradshaw, head of Global Aggregate Bonds e portfolio manager di J.P. Morgan Asset Management, la risposta è negativa: non siamo entrati in un nuovo regime. Le banche centrali riusciranno a domare l’impennata dei prezzi, un dato che è confermato dalle ultime letture dell’inflazione Usa in rallentamento. Ma lo scotto da pagare sarà l’aprirsi di una fase recessiva: “Le politiche restrittive delle banche centrali faranno scendere l’inflazione ma sacrificheranno la crescita, generando una recessione che implicherà dei nuovi tagli dei tassi”, prevede l’esperto intervistato da FundsPeople a margine dell’ultimo Salone del Risparmio di Milano.
Bradshaw (J.P. Morgan AM): "Usa, recessione e taglio dei tassi entro fine anno"

Myles Bradshaw, immagine concessa (J.P. Morgan AM)
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