L’equazione macroeconomica dei mercati internazionali continua a presentare l’inflazione statunitense come variabile che determina i risultati attesi per i prossimi mesi. Un’inflazione, come sottolinea Andrea Conti, responsabile macro research di Eurizon nella consueta analisi mensile “The Globe” che per tre mesi di fila “ha sorpreso il consenso”. Questo non significa, avverte l’esperto, che stia riaccelerando, ma certo ha smesso di scendere e si posiziona “a un livello superiore a quelle che sono i desiderata della banca centrale”. A supportare la tenuta dell’indice dei prezzi al consumo una una crescita economica ancora molto forte (“intorno al 2,5%, ai livelli del 2023”), da qui anche l’ultima decisione della Fed di lasciare i tassi invariati. Tanto che non soltanto si è spostato il primo taglio, ma anche l’entità complessiva “fino a qualche mese fa si pensava che dal 5,5 si potesse ritornare attorno al tre entro la fine del 2025 adesso il mercato vede 100-150 punti base di ribasso, non di più”.
Conti (Eurizon): “L’inflazione USA continua a sorprendere il consenso”

Andrea Conti. Foto ceduta (Eurizon)
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