Crescita globale? Le idee di investimento per il nuovo anno

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Foto di Robert Penaloza, Unsplash

L’ultima parte del nostro sondaggio sui temi d’investimento da tenere d’occhio nel nuovo anno, rivela ancora una volta come le società di gestioni guardino al futuro attraverso dei macrotemi consolidati: ESG, trasformazione digitale, cambiamenti climatici.

“Dopo un 2020 particolare, che ci ha subito portato con l’arrivo della pandemia ad una esplosione della volatilità, poi archiviato come un anno di rendimenti positivi, in alcuni casi anche sopra la media, abbiamo ancora un’impostazione costruttiva sui risky asset anche per questo inizio del 2021”, spiega Mirko Falchi, advisory portfolio manager di Euromobiliare Advisory SIM. “L’avvio della campagna vaccinale, nonostante i ritardi nella produzione e nella distribuzione dei vaccini, ha rafforzato l’ipotesi che la crescita globale possa accelerare a partire dal secondo trimestre, grazie anche alla riconferma di politiche monetarie accomodanti ed alle prospettive di ulteriori misure di stimolo fiscale. Ci aspettiamo lato tassi, solo una risalita graduale dei rendimenti tale da non portare volatilità nei mercati, bilanciata almeno nella prima metà dell’anno dalle banche centrali. Uno scenario quindi che rimane positivo per le azioni, con il supporto della ripresa ciclica e degli utili, e potenzialmente favorevole per il value rispetto ai titoli growth, che continuiamo comunque a tenere in portafoglio, considerando il trend di crescita strutturale di cui beneficiano ad esempio, i titoli della tecnologia”.

Mirko Falchi, advisory portfolio manager di Euromobiliare Advisory SIM

“A livello geografico, il parziale cambio di leadership a favore dei segmenti più ciclici, rappresenta un elemento potenzialmente favorevole per l’Europa. Tra i settori – all’interno dei ciclici, rimaniamo positivi su finanziari, materials ed industriali, mentre tra i difensivi teniamo anche le utilities, che nonostante siano sensibili all’andamento in rialzo dei tassi, presentano ancora in alcuni casi un ottimo rapporto tra rischio e rendimento.  In sintesi, continuiamo a mantenere un approccio diversificato, bilanciando l’esposizione tra aziende con buoni fondamentali e redditività, insieme ai temi di crescita di lungo periodo ed a posizioni più cicliche all’interno dei portafogli”.

“Certamente rimangono protagonisti i temi legati alla transizione ESG. Vi è una maggiore consapevolezza da parte degli investitori sui rischi di sostenibilità all’interno dei portafogli ed una forte spinta che arriva anche dalla regolamentazione Europea. Ci aspettiamo che resteranno protagonisti nei prossimi mesi anche altri temi, quelli legati alla trasformazione digitale (seguiamo in particolare gli sviluppi legati alle applicazioni delle AI, al cloud ed anche alla telemedicina) ed ai cambiamenti climatici (continueranno gli investimenti e gli sviluppi legati alla mobilità elettrica sia per quanto riguarda la produzione di veicoli sia nelle tecnologie collegate come le batterie o i semiconduttori ed alle infrastrutture di ricarica smart)”. 

Dove puntano i fondi alternativi

“Per il 2021 ci attendiamo una ripresa dei settori manifatturieri e ciclici dell’economia a partire probabilmente dalla tarda primavera, a fronte di una maggiore diffusione dei vaccini su scala globale e dell’impatto positivo sull’economia reale di stimoli fiscali senza precedenti”, afferma Elisabetta Manuli, vicepresidente di Hedge Invest SGR. “I fondi alternativi potranno approfittare di tale ripresa tramite posizioni rialziste sulle aree del mercato più correlate al ciclo economico, come i titoli di aziende che operano nelle risorse naturali (ad es. sul rame) e con scommesse sugli indici dei Paesi esportatori di commodity.

Elisabetta Manuli, vicepresidente di Hedge Invest SGR

“Ci attendiamo che vi saranno numerose opportunità di investimento sul mercato europeo e britannico in comparti che sono rimasti indietro rispetto recupero degli scorsi mesi. Un esempio sono le società a piccola capitalizzazione, che potranno beneficiare da un lato dell’intensa attività di M&A in atto già dalla seconda metà del 2020, e che ci attendiamo ancora molto marcata nei prossimi trimestri, e dall’altro del rilascio dei numerosi stimoli fiscali introdotti dai governi mondiali”.

“Negli USA, ci attendiamo che diversi fattori faranno da spinta ad una significativa ripresa dell’economia americana a partire dalla seconda metà del 2021: la distribuzione dei vaccini su larga scala, l’approvazione di un nuovo piano di stimoli fiscali da parte dell’Amministrazione Biden e il contestuale supporto di una politica monetaria ancora molto espansiva della Fed, che si sommeranno alla ripresa dei consumi derivante dall’impiego dei risparmi record accantonati dalle famiglie. Riteniamo quindi che tale crescita, accompagnata da iniziali pressioni inflazionistiche, potrebbe stimolare un irripidimento della curva dei tassi USA, di cui potranno trarre vantaggio i gestori specializzati sul reddito fisso e i gestori macro”.