Dazi, flash crash, fine del Qe: siate cauti ma ottimisti

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Jayel Aheram, Flickr, Creative Commons

Nei giorni scorsi, i riflettori sono stati puntati ovviamente sulle banche centrali sulle due sponde dell’Atlantico. La Fed ha alzato, come atteso, per la seconda volta quest’anno il tasso dei Fed Funds dello 0.25%, portando la forchetta di tasso all’1.75%-2.00%. Mentre la Bce in modo abbastanza inatteso ha dato visibilità sul futuro rialzo dei tassi e sulla fine del Qe. “Due importanti decisioni e conferme che però hanno avuto un impatto imitato sui mercati”, dice Carlo Majolo, investment advisory di Anima SGR. Per l’esperto, nonostante la chiarezza su tali tematiche, le banche centrali non hanno scosso i mercati finanziari. Da una parte, infatti, seppure la Fed abbia portato a quattro i rialzi per quest’anno, continua ad avere lo stesso obiettivo finale e con le stesse modalità. Dall’altra parte Mario Draghi “è stato un maestro nel tranquillizzare i mercati, indirizzando l’attenzione sul fatto che i tassi resteranno bassi almeno fino all’estate 2019 e per tutto il tempo necessario”, spiega. 

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