Da una parte un 25 o 30% di azioni, con una buona dose di diversificazione sulle materie prime, qualche componente dei Paesi emergenti, che stanno beneficiando di questa reflazione in atto, e qualcosa di high yield ma senza esagerare. Per la parte obbligazionaria meno bond nominali e più inflation linked. In un orizzonte di medio periodo e sempre in dipendenza dal rischio che vuol correre l’investitore, il portafoglio tipo suggerito da Simone Facchinato, responsabile Multiasset di Anima SGR, tiene conto delle varie opportunità e della “situazione sfidante”. Gli investitori potrebbero valutarlo. Sempre e comunque affiancati dagli esperti del settore.
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