Il primo taglio dei tassi di interesse da parte della BCE dal 2019 ha un effetto importante sulle attese degli analisti e, al contempo, sulle scelte di portfolio manager e fund selector. Un’interruzione delle “restrizioni monetarie” in Europa, per quanto cauta e attendista da parte di Francoforte, non prospetta tuttavia un cambio di passo “deciso” nei mesi a venire, anche alla luce di un’inflazione rivista al rialzo nella riunione di giugno. Resta in controluce l’attesa per le decisioni della Fed, e in questo caso non si rileva una convergenza “comune” su tempistiche e numero dei tagli. In questo scenario, i fund selector operano mantenendo nel computo elementi tipici della selezione dei fondi, basata su analisi quantitative e qualitative che non si limitano al solo impatto di dati macro. Certo, sul fronte obbligazionario, il tema della duration continua a mantenere la sua centralità, e il discorso si allarga, oltre le decisioni di politica monetaria, a evoluzioni ormai radicate nei mercati finanziari legate, soprattutto da questa parte dell’Atlantico (e in Italia in modo particolare), ai temi sostenibili.
Fund selection e obbligazionario, le view degli esperti italiani sul II semestre

Chiara Fruscio, Rooberta Rudelli, Lorenzo Tobia, Davide Saccone
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