Investimenti oltreoceano, luci e ombre del mercato USA da inizio anno

Stati Uniti, USA, ponte
Yang Liu (Unsplash)

Ci siamo. La Banca centrale americana ha deciso di alzare i tassi d’interesse: il primo tentativo da dicembre del 2018. Secondo quanto riporta anche Karen Ward, chief market strategist per la regione EMEA di J.P. Morgan AM, il membro mediano del Fomc con diritto di voto si aspetta ora sette rialzi quest'anno, alzando l'intervallo target all'1,75-2% entro fine anno, un punto percentuale in più rispetto alla riunione di dicembre In altre parole: un aumento di 25 punti base in ognuna delle riunioni rimanenti dell'anno. Il tutto mentre sul 2023 si delinea la prospettiva di altri quattro rialzi, “segnalando di conseguenza che i tassi a breve potrebbero porre fine a questo ciclo di rialzo al di sopra della proiezione di lungo periodo del comitato o del tasso neutrale percepito del 2,4%, una chiara indicazione che il caso base del comitato è per un'inflazione persistente che potrebbe non essere sedata fino a quando i tassi non saranno restrittivi”, sottolinea Ward, indicando come, nel complesso, la comunicazione della banca centrale statunitensi abbia avuto un tono molto ‘hawkish’. “I rendimenti sono aumentati dopo l'annuncio, con i tassi a 2 e 10 anni in rialzo rispettivamente di 12 bps e 6 bps. Le azioni hanno registrato inizialmente un sell-off, prima di recuperare leggermente” spiega l’esperta. “In vista della riunione, i mercati stavano comunque già scontando 6-7 rialzi dei tassi da parte della Fed quest'anno e di conseguenza le condizioni finanziarie si erano già inasprite. Guardando al futuro, i mercati potrebbero benissimo determinare l'azione della Fed nei prossimi mesi. In altre parole, ciò che è appetibile per i mercati, sarà tenuto in considerazione dalla Fed”. 

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