Il rischio più sottovalutato dagli investitori riguarda una possibile delusione delle aspettative di crescita delle aziende impegnate nell’IA. Nel portafoglio del Comgest Growth America (fondo con rating FundsPeople 2026) questo si traduce nell’evitare società la cui crescita dipende quasi esclusivamente e all’aumento della capacità di calcolo. Di conseguenza, tra le big tech protagoniste di questa rivoluzione l’interesse ricade su Alphabet, per il suo business maggiormente diversificato, e non su Nvidia, azienda di cui si riconosce il valore ma nella quale si intravedono possibili rischi competitivi nel medio-lungo periodo. “Le valutazioni di alcune aziende legate all’intelligenza artificiale incorporino aspettative molto elevate sulla futura evoluzione dei modelli. I significativi piani di investimento in corso si basano proprio su queste prospettive, che rappresentano oggi uno dei principali fattori di sostegno per l’intero settore. Tuttavia, stanti modelli oggi disponibili, l’affidabilità dell’intelligenza artificiale non è ancora sufficiente a sostituire efficacemente molte attività umane, creando un possibile divario tra aspettative di mercato e applicazioni reali”, afferma in un’intervista a FundsPeople Francesco Manfredini, analista e gestore Azionario USA di Comgest. In questo contesto, eventuali segnali di rallentamento nel ritmo di miglioramento dei modelli o l’emergere di limiti strutturali (energetici ad esempio) potrebbero avere un impatto significativo sia sulle valutazioni che sulla traiettoria di crescita di molte aziende legate all’IA”, evidenzia.
Manfredini (Comgest): “IA, il rischio è un possibile divario tra aspettative di mercato e applicazioni reali”

Francesco Manfredini, immagine concessa (Comgest)
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