Navigare nei mercati azionari statunitensi, le prospettive di Polen Capital

Daniel Davidowitz News
Daniel Davidowitz, foto ceduta (iM Global Partner)

La corsa dei listini statunitensi e dei titoli growth continua sulla scia delle riaperture e della ripresa post Covid, sostenuta da politiche monetarie espansive e da ingenti piani di spesa pubblica. Eppure non mancano delle incertezze per gli investitori nei mercati azionari a stelle e strisce: alle valutazioni cha appaiono da tempo elevate si è aggiunto lo spettro dell’inflazione, che potrebbe determinare nuovi equilibri nell’asset allocation ed inibire la propensione al rischio. In questo contesto è interessante scoprire la view di iM Global Partner, piattaforma globale multi-boutique che detiene investimenti strategici di minoranza in diverse società con focus su segmenti di mercato specifici. Tra queste vi è Polen Capital, fondata nel 1979 con 62 miliardi di asset gestiti, e specializzata proprio nell’equity USA. Nella gamma di soluzioni di Polen vi è la strategia Focus US Growth, che da 32 anni seleziona società con vantaggi competitivi di lungo termine e che perciò, secondo il portfolio manager Dan Davidowitz, hanno il vantaggio di generare performance indipendentemente dall’ambiente di mercato. “Siamo consapevoli del contesto macro, ma non spendiamo molto tempo nell’analizzarlo. Il nostro focus è sui modelli di business delle società. Puntiamo su quelle con ampi margini di crescita e con forte potere di prezzo, dando luogo ad un portafoglio molto concentrato, con al loro interno società di elevata qualità”, ha spiegato in un incontro con la stampa.

Valtuazioni e inflazione

“Se prendiamo in considerazione i multipli P/E di molte aziende, storicamente alti e il recente aumento dei tassi di interesse, la valutazione risulta essere un fattore importante per i clienti”, ammette Davidowitz. Secondo il gestore nonostante i recenti movimenti della curva obbligazionaria i tassi rimangono estremamente bassi. Inoltre, è convinto che il fondo da lui gestito saprebbe rispondere in modo positivo anche nel caso di un loro rialzo: “Qualora i tassi dovessero ‘normalizzarsi’ agli intervalli riscontrati nei primi anni 2000 (i rendimenti del Tesoro a 10 anni erano circa il 4%, o più di 2 volte i livelli di oggi) potrebbero causare una significativa contrazione dei multipli P/E. Tuttavia, la crescita degli utili che ci aspettiamo dalle aziende da noi selezionate potrebbe superare brillantemente la compressione delle valutazioni e fornire un potenziale percorso di rendimento soddisfacente”, avverte.

Ma ci sono anche diversi fattori che potrebbero far sì che i tassi d’interesse rimangano più bassi più a lungo. In questo caso, spiega l’esperto: “ci aspettiamo che i rendimenti del portafoglio si avvicinino maggiormente alla crescita degli utili del portafoglio”. L’inflazione potrebbe dunque subire un rialzo temporaneo dovuto alla ripresa e alla domanda repressa ma Davidowitz è propenso a pensare che le tendenze a lungo termine dell’invecchiamento demografico e dell’automazione, siano di ostacolo ad una maggiore inflazione. “Le aziende che cerchiamo sono generalmente preparate a regimi con tassi d’interesse più alti, perché hanno forti bilanci con bassi livelli di debito. Inoltre, è nostra convinzione che i loro business unici e i forti vantaggi competitivi spesso portano a conferirgli un certo controllo sui prezzi”, spiega. “Tuttavia, prevediamo che l’inflazione potrebbe continuare ad essere modesta nel lungo termine, quindi i tassi di interesse potrebbero rimanere relativamente bassi per un po’ di tempo”, aggiunge.

Growth vs Value

Il Covid ha rappresentato un catalizzatore di tendenze in atto e tra queste quella del digitale, con conseguenze positive per il portafoglio del Focus US Growth, le cui aziende secondo il gestore sono diventate più forti e dovrebbero rimanere ben posizionate nel lungo termine. “Per esempio, la digitalizzazione della nostra vita domestica e lavorativa stava già cominciando prima della pandemia e sembra solo accelerare come risultato del Covid. Il 2021 potrebbe essere molto diverso dal 2020 per varie aziende dal punto di vista della crescita degli utili. Detto questo, crediamo che le spinte a lungo termine continueranno nel futuro e si tradurranno in vantaggi per molte delle aziende che cerchiamo”, afferma.

“La riapertura degli scambi, i vaccini e i tassi d’interesse sono tutti molto interessanti. Ma, secondo la nostra esperienza, i rendimenti degli investimenti a lungo termine sono guidati dalla crescita sostenibile degli utili. L’universo delle aziende in grado di far crescere gli utili a due cifre per molti anni è estremamente ridotto, a nostro avviso, e dedichiamo il nostro tempo e le nostre energie a individuare solo queste aziende”, conclude il gestore.