Obbligazioni, le conseguenze di una guerra energetica

Guerra
credits FundsPeople, IA

La recente escalation in Medio Oriente ha acceso nuovamente i riflettori sul ruolo dei mercati obbligazionari in contesti di forte instabilità geopolitica. Marco Giordano, investment director di Wellington Management, osserva che l’iniziale reazione dei mercati obbligazionari è stata quella di un rifugio verso asset sicuri, seguita però da una risalita dei tassi d’interesse lungo tutta la curva dei principali Paesi sviluppati. “Gli investitori hanno rivalutato la notizia come uno shock negativo sull’offerta energetica che potrebbe aumentare le aspettative inflazionistiche, limitare l’allentamento monetario delle Banche centrali e spingere al rialzo i premi a termine nei mercati sviluppati”. La Federal Reserve e la Bank of England potrebbero quindi effettuare meno di due tagli nel resto dell’anno, mentre la BCE potrebbe procedere al rialzo per la prima volta dall’inizio dell’anno; e anche per la Bank of Japan si prevede possa intervenire con almeno due aumenti dei tassi d’interesse.

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