CONTRIBUTO a cura di Yann Giordmaina e Stephane Nieres-Tavernier, gestori del fondo Tocqueville Euro Equity ISR. Contenuto sponsorizzato da Tocqueville Finance.
Tassi d’interesse in salita, inflazione alle stelle, crisi energetica e tensioni internazionali hanno lasciato il segno nel 2022 e la situazione non è molto diversa nel 2023, sebbene con prospettive differenti per tutti questi fattori fatta eccezione l’ipotesi di un’escalation bellica a livello mondiale.
Oggi, nell’Eurozona, la crescita sta rallentando, l’inflazione si appresta finalmente a scendere e la BCE si è appena presa una pausa nel suo lungo percorso di politica monetaria restrittiva.
Sapere come trarre vantaggio dai settori e dai temi che daranno forma al futuro (es. economie più verdi, relocalizzazione delle industrie chiave, ecc.) richiede una solida esperienza e conoscenza del tessuto economico della zona euro. Inoltre, per affrontare periodi di elevata incertezza, è necessario trovare il giusto mix in portafoglio tra crescita e valutazioni interessanti. Solo un assemblaggio adattato alle condizioni del mercato sarà, a nostro avviso, fonte di performance solide e durature.
Negli ultimi trent’anni la lettura dei cicli growth / value e ciclici / difensivi è stata abbastanza chiara ed efficace. Gli anni ’90 sono stati caratterizzati dal dominio dei conglomerati industriali (si ricorda General Electric, prima capitalizzazione mondiale fino al 2005!), negli anni 2000 abbiamo assistito al ciclo “value” trainato dal decollo dell’economia cinese e, a partire dalla Grande Crisi Finanziaria del 2008 il “super-ciclo growth” si è protratto fino alla Crisi Covid. In sintesi: le fasi si susseguono, ognuna con una leadership o un catalizzatore differente.
Oggi, riteniamo che la tradizionale lettura volta a contrapporre titoli growth / value o ciclici / difensivi sia parzialmente inefficace. Concretamente, siamo di fronte ad un possibile cambio di paradigma. Tocqueville Euro Equity ISR, è un fondo in cui le scelte d’investimento sono adatte, secondo la nostra analisi, ai cicli di mercato. A nostro avviso è infatti fondamentale mantenere un approccio equilibrato, privo di preconcetti, su settori, stili, paesi e capitalizzazioni. Un gestore “blend”, per sua natura, deve saper utilizzare il giusto mix di leve a disposizione per definire il profilo di un fondo in grado di far fronte agli alti e bassi di mercato. In ogni istante della vita del fondo, l’analisi del regime in atto puo’ dare indicazioni interessanti a tal fine e offrire numerose opportunità.
Un chiaro esempio: nell’autunno del 2022, al culmine dello stress dei mercati, tutti gli stakeholder hanno visto con preoccupazione l’arrivo dell’inverno, la crisi del potere d’acquisto, l’inevitabile rallentamento degli scambi complice la carenza di molteplici asset o componenti. Al contrario, i nostri indicatori si sono concentrati su due assi: da una parte metriche puramente valoriali e dall’altra la rilevazione di un eccessivo pessimismo in alcuni settori.
La gestione “blend” si basa quindi fondamentalmente sulla ricerca di titoli con storie specifiche legate a diversi regimi di mercato. Il nostro approccio sistematico può aiutarci nella scelta delle convinzioni e nell’individuare, ove applicabile, storie ridondanti (ovvero lo stesso tema di fondo sfruttato più volte), ma anche nell’escludere profili meno interessanti dal punto di vista rischio/rendimento.
Il fondo beneficia di un processo di investimento che combina differenti approcci, forte anche di uno strumento di rating quantitativo “value-growth” che ci consente di mappare l’universo di analisi. Un primo approccio esamina i fondamentali di un’azienda, il modello di business, il modo in cui vengono generati i margini, i rendimenti impliciti valorizzati dal prezzo di mercato e li confronta con parametri reali, per stabilire se un titolo è sopra o sotto valutato. Il secondo approccio è più dinamico e si concentra sull’evoluzione della crescita e/o dei margini aziendali. Può basarsi sullo studio di risultati di consenso ma anche, se necessario, su previsioni specifiche a seguito di annunci strategici (es. nuovi prodotti, nuovi processi produttivi, acquisizioni, nuovo management). L’analisi finanziaria ed extra-finanziaria consente poi di identificare le opportunità di investimento, i fattori di rischio e di spiegarne i driver di performance nel tempo. Il portafogli è composto da 50 a 65 titoli ed è il risultato dell’assemblaggio di un insieme di casi di investimento, senza pregiudizi sistematici di settore e coerente con la nostra analisi del regime di mercato in atto.

