Un buon momento per investire è quando c’è molta incertezza

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Alexandre Bouchardy, Head of Asset Management Investment Strategy Switzerland & EMEA, Credit Suisse

Contributo a cura di Alexandre Bouchardy, Head of Asset Management Investment Strategy Switzerland & EMEA, Credit Suisse. Contenuto sponsorizzato.

È innegabile che viviamo in un'epoca senza precedenti, in quasi tutti gli aspetti. In primo luogo, siamo nel bel mezzo di una crisi pandemica che ha contagiato più di 50 milioni di persone e ucciso circa 1,3 milioni di persone in tutto il mondo. Sta avendo un impatto rapido e devastante sulle nostre società e sulle nostre economie come nessun'altra crisi del passato, forse con l'eccezione della prima e della seconda guerra mondiale. In secondo luogo, il mondo si sta gradualmente polarizzando, portando ad un aumento dei rischi politici in Paesi storicamente percepiti come sicuri. E terzo, i mercati finanziari sono rimasti bloccati su tassi di interesse molto bassi, se non negativi. Quindi, guardando la situazione ora dal punto di vista finanziario, si potrebbe valutare di cercare beni rifugio e aspettare che la tempesta (o le tempeste) passi. In realtà, il mio punto di vista è esattamente l'opposto.

La storia ci ha insegnato che un buon momento per investire è proprio quando c'è molta incertezza. Il motivo è che il pessimismo raggiunge il livello più elevato quando la situazione è nel suo momento peggiore, il che significa che i premi di rischio sono elevati e la condizione può solo migliorare. Partendo da questi presupposti, ecco le nostre aspettative per il 2021.

In primo luogo, mi aspetto che la volatilità rimanga elevata dato il contesto appena descritto. Il recente aumento dei contagi da COVID-19 ha costretto molti Paesi europei ad attuare lockdown parziali e la situazione rimarrà incerta per il prossimo futuro. Allo stesso tempo, secondo la maggioranza degli esperti, è probabile che un vaccino efficace sarà già disponibile nel primo o secondo trimestre del 2021, lo confermano anche i recenti risultati preliminari del vaccino sperimentale di Moderna, dove i dati mostrano un'efficacia del 94,5% e Pfizer/BioNTech, con un'efficacia del 90%. Anche in questo caso, l'incertezza rimane elevata, ma è probabile che il flusso di notizie sia più positivo, che negativo per il mercato. Su questo background siamo fiduciosi che un graduale ritorno alla normalità economica prevarrà nella seconda metà del 2021 e nella prima metà del 2022.

In secondo luogo, ci aspettiamo un’outperformance dei mercati azionari che superi i titoli di Stato e la liquidità. Le massicce misure reflazionistiche che i governi e le autorità monetarie hanno messo in atto nel 2020 non solo forniranno una base per una correzione, ma aggiungeranno anche carburante alla ripresa del mercato. Inoltre, la domanda repressa creata dalla crisi della sanità pubblica sosterrà ulteriormente la ripresa. Riconosciamo che le valutazioni azionarie globali siano impegnative, con rapporti P/E a 12 mesi in avanti a quasi 20. Tuttavia, il premio di rischio azionario globale, pari a quasi il 5% risulta interessante nell'attuale contesto reflazionistico.

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È probabile che la leadership di mercato passi da azioni hyper-growth a società quality growth, dato che la ripresa ciclica si svilupperà non appena sarà disponibile un vaccino. Alcuni sottosettori, come quello finanziario e industriale, sono valutati a basso costo e trarrebbero grande vantaggio da una ripresa ciclica. Dal punto di vista geografico, i mercati emergenti sono più attraenti rispetto al mercato statunitense. L'economia cinese è in forte ripresa, conducendo l'intero complesso asiatico verso l'alto. Ciò vale anche per i corporate bond dei mercati emergenti denominate in USD. Gli spread di credito sono interessanti e un USD più debole è di supporto a questa classe di attivo.

Tuttavia, è molto improbabile che i mercati si muovano in linea retta. Ciò significa che è necessaria una gestione attiva per navigare nelle acque agitate che ci attendono. Viviamo in un'epoca senza precedenti in cui i risultati possono essere molto diversi tra loro, con conseguenze di primaria importanza nel medio e lungo termine. Per il momento, le probabilità sono a favore di un proseguimento del bull market a 10 anni, prima di prendersi una pausa, una volta che il contesto monetario diventerà meno favorevole, ma abbiamo tempo perché questo avvenga, dato che le Banche centrali non hanno assolutamente fretta di aumentare i tassi di interesse.