Inversione di rotta per la Svezia. Un anno dopo la ricezione di un denso rapporto sui cambiamenti normativi necessari all’implementazione delle direttive comunitarie MiFID II e MiFIR nella legislazione nazionale, il governo svedese ha confermato che proporrà di non proibire il pagamento di retrocessioni per la prestazione di servizi di consulenza e la vendita di prodotti finanziari. L’annuncio stride con la tendenza verso cui sembra muoversi il mercato europeo dei prodotti finanziari – che è già una realtà in Paesi come il Regno Unito e l’Olanda – e rettifica la posizione iniziale delle autorità svedesi, che inizialmente si erano mostrate favorevoli alla proibizione di retrocessioni.
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