Treasury oltre il 3%, la nuova spada di Damocle dei mercati

numero tre
Grant Hutchinson, Creative Commons, Flickr

Dalle tre cantiche in terzine della Divina Commedia alla Trimurti induista (Brahma, Shiva e Vishnu), dalla Smorfia napoletana al geroglifico egiziano. Sono molti i gestori che si sono sbizzarriti in simbolismi e analogie legate al numero tre da quando il rendimento del Treasury è tornato oltre la soglia del 3%, innescando nervosismo nei mercati. "Quando il titolo decennale americano, ha superato la soglia del 
3%, molto probabilmente la reazione dei mercati è stata innescata più dal simbolismo del numero che da ragionate considerazioni finanziarie", spiega Carlo Benetti, head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR S.p.A. "Non solo il 3% è un numero 'pieno', ma è anche un livello di rendimento che ‘la madre di tutti i decennali’ non vedeva dal 2014. La rottura di questo livello si è verificata in fase con il recupero del dollaro sull’euro (prendendo in contropiede le molte posizioni ribassiste sul biglietto verde) e, in soprammercato, in concomitanza con timori del rallentamento dell’attività economica", sottinea il manger. "Noi in GAM, siamo del parere che il ritorno di maggiore volatilità sia condizione indispensabile per il ripristino della normalità, del ritorno del rischio e delle sue valutazioni oggettive, in concomitanza con il graduale ritiro delle banche centrali dai piani straordinari di acquisto titoli. La variabile determinante resta l’inflazione, i mercati non prenderanno una direzione precisa finché non ne sarà più chiaro il comportamento.

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