Vaccino Pfizer, un anno dopo: quale impatto sui flussi degli investitori?

Vaccino
Spencer Davis, foto concessa (Unsplash)

Un anno fa la popolazione mondiale, in pieno COVID-19, ha cominciato di nuovo a sperare. Il 9 novembre 2020, infatti, le società farmaceutiche Pfizer e BioNTech annunciavano che gli studi clinici di fase 3 da loro condotti dimostravano l’efficacia al 90% del loro vaccino contro il coronavirus. La notizia ha segnato l'inizio della fine dell’emergenza pandemica, e anche del robusto rally borsistico che, con i suoi alti e bassi, continua ancora adesso. Il mercato sta affrontando nuovi rischi come l'inflazione che potrebbe non essere transitoria, la crisi della supply chain che minaccia la ripresa globale e l'impennata dei prezzi dell'energia, con l'impatto di quest'ultimi sui prezzi. Ma nessuno di questi fattori di rischio è paragonabile a una pandemia globale. E il percorso di uscita dalla crisi sanitaria, assieme alla politica di tassi d'interesse allo 0% e agli aiuti approvati dai governi e dalle Banche centrali, spiegano le buone cifre che si continuano a registrare sui mercati.

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