“Fare previsioni sull’economia per il 2025 è un compito molto stimolante, ma sfidante. Ci sono molte variabili, tante opportunità, ma altrettanti rischi”. Esordisce così Luca Libralato, Head of Quantitative strategies Anima SGR, parlando in occasione del primo Investors Outlook di FundsPeople: un evento tenutosi a Milano il 26 novembre, durante il quale i responsabili degli investimenti delle SGR con team di fund selection in Italia hanno condiviso, in anteprima, le rispettive visioni sul 2025 e oltre. Complessivamente, l’outlook di Anima è positivo, e, dal punto di vista macro-geopolitico, si articola intorno a tre punti fondamentali: una crescita globale in rallentamento ma non in calo, un ciclo di allentamento monetario ben definito in Europa e negli USA, e la valutazione delle variabili e dei rischi legati a conflitti, transizioni politiche, e nuove policy del governo americano.
Soft landing e calo dei tassi: Luca Libralato, head of Quant Strategies presenta l'outlook 2025 di Anima SGR

Guardando agli Stati Uniti, per il 2025 Libralato si aspetta “una crescita leggermente superiore alle stime di consensus, pari al 2,3% circa. Stiamo andando verso il cosiddetto soft landing, e anche l’inflazione sembra in rallentamento: nel 2025 la componente core potrebbe assestarsi intorno ai target delle banche centrali”. I due trend favorevoli si accompagnano a un andamento dell’occupazione ancora resiliente come dimostrato anche dal dato di novembre negli Stati Uniti. Secondo l’esperto, tra i fattori più rilevanti per l’andamento dell’economia statunitense nel 2025 vi è anche uno degli ultimi aggiornamenti delle statistiche sui risparmi privati, recentemente riviste al rialzo: “Un dato molto positivo, che continuerà a sostenere i consumi, e con essi la crescita del Pil USA”.
1/4In Europa, la disoccupazione verte oggi ai livelli minimi da quando esiste l’area euro. “Da questi livelli ci aspettiamo una sostanziale stabilizzazione, in linea anche con le indicazioni provenienti dal lato della domanda di lavoro”, commenta Libralato. Un fattore non altrettanto positivo risiede nel tasso di risparmio delle famiglie europee, che nel 2023 si è assestato al 13% rispetto all’8% delle controparti USA. La differenza con gli americani? Si stima che gli europei conservino un terzo della propria ricchezza in depositi a breve termine, spesso vincolati, e contanti. Secondo l’esperto, è un’impostazione che “non sostiene i consumi e, come effetto collaterale di medio termine, non sostiene l’innovazione né gli investimenti. Vediamo quindi una certa distanza tra le attività di ricerca e sviluppo in Europa e in USA”. Per questi motivi, le stime di Anima SGR non prevedono una crescita superiore all’1% in Europa nel corso del 2025.
2/4L’altro grande fattore che determina l’outlook 2025 americano di Anima SGR è l’inflazione. Il “momento” dell’indice dei prezzi “supercore”, che esclude food, energy e housing, è quasi tornato ai ritmi pre-pandemici. “Nell’area euro, invece, l’inflazione dei servizi è rimasta più stabile, ma i salari in discesa e il venir meno di fattori tecnici dovrebbero dare spazio ad una sua decelerazione più decisa il prossimo anno”, spiega Libralato. “Le banche centrali - aggiunge - vorranno supportare i livelli di crescita raggiunti, e quindi con l’inflazione sotto controllo, il ciclo di allentamento proseguirà. Ci aspettiamo nel 2025 circa 100 bps di tagli sia dalla Fed sia dalla BCE”. Dopo l’elezione di Trump, le stime di Anima SGR hanno incorporato la valutazione della possibilità di un ritorno in auge di toni più hawkish e di una possibile riduzione della probabilità di tagli a ogni singola sessione della Fed, anche se la politica di allentamento per l’anno a venire sembra ben definita.
3/4L’outlook di Libralato si conclude con una riflessione sui rischi e con una proiezione effettuata tramite IA su dati Bloomberg e Fed. Sul primo fronte, il responsabile delle strategie quantitative di Anima cita un recente sondaggio di McKinsey, che mostra come l’escalation dei conflitti sia oggi al primo posto nelle preoccupazioni del 65% degli investitori globali, come fattore di rischio che potrebbe impattare la crescita nei prossimi 12 mesi. Seguono le transizioni politiche (per il 35%), restrizioni al commercio (24%) e inflazione (19%). Un’eventuale pace nella guerra Russia-Ucraina potrebbe rappresentare un’opportunità per le economie e gli investimenti. Per quanto riguarda le stime tramite IA, Anima ha provato a ricostruire, l’andamento di crescita e inflazione per 15 anni analizzando 45 anni di dati macroeconomici, per un totale di oltre 70 variabili. “Per il 2025, il sistema di machine learning prevede una crescita al 2,2%, sostanzialmente in linea con le nostre aspettative fondamentali. Lo stesso approccio sull’inflazione restituisce una media del +2,2% per l’indice dei prezzi al consumo core”, conclude Libralato.
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