Più masse servite, ma anche più AUM in fondi d’investimento e prodotti assicurativi. In Italia il private banking continua a crescere. E non solo, come sottolinea Antonella Massari, segretario generale dell’AIPB, dal punto di vista quantitativo. “La crescita segnala un peso sempre più rilevante del comparto nell’ambito della più generale industria del risparmio, e di conseguenza, il peso sempre crescente di un risparmio più consapevole, dinamico, potenzialmente aperto a investire nell’economia reale, e quindi a sostenere la crescita economica del Paese”. Partendo dal dato in sé, pubblicato nell’analisi annuale dedicata al ‘Mercato servito dal private banking inItalia’, il risparmio private, al 31 dicembre 2016, ammonta a 763 miliardi di euro, un volume in crescita del 5% rispetto ai 726 miliardi del 2015. “Parliamo di masse che rappresentano più di un terzo del PIL italiano, ed è quindi importante che, attraverso la consulenza di professionisti dedicati, e in una logica di educazione finanziaria, queste masse non vadano ad alimentare uno statico rendimento finanziario ma siano strumento, oltreché di legittima soddisfazione economica per il cliente, di promozione dello sviluppo economico”, continua ancora Massari.
Il private banking cresce. E non solo in quantità

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