I tassi di interesse sono negativi ma non c’è fuga verso la liquidità

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I tassi di interesse negativi sono il nuovo territorio dell’economia, ma finora nessun segnale sembra indicare un massiccio esodo di liquidità per evitare i rendimenti sotto zero. Un tempo vigeva la regola aurea che i tassi di interesse dovessero essere positivi. L’economista Ludwig von Mises era convinto che ciò dipendesse dal fatto che le persone attribuiscono un valore più elevato ai beni di cui dispongono oggi, piuttosto che a quelli che avranno in futuro. Il tasso di interesse è una diretta conseguenza della preferenza temporale dei consumi. John Maynard Keynes spiegava i tassi di interesse in termini di desiderabilità del denaro: i tassi sono la ricompensa per chi sacrifica la liquidità. Inoltre, si riteneva che i tassi di interesse negativi avrebbero spinto gli investitori a nascondere i soldi sotto il materasso. Oggi siamo arrivati ad avere un tasso di deposito negativo nell’Eurozona, in Svizzera, in Svezia e in Danimarca, e alcune banche stanno già addebitando tassi di interesse negativi alla clientela. Eppure, le riserve di liquidità non sono cresciute in maniera esponenziale.

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