Sarà l’India il prossimo mercato emergente in forte crescita?

Contributo a cura di Anirudha Dutta, Economista di Capital Group. Contenuto sponsorizzato.

La notizia relativa all’esborso di 5,7 miliardi di dollari da parte di Facebook per l’acquisizione del 10% di Jio Platforms, il ramo dedicato alla tecnologia digitale della conglomerata indiana Reliance Industries, ha messo in evidenza il crescente entusiasmo della Silicon Valley nei confronti del mercato consumer indiano. Mediante questo accordo siglato con la più grande rete mobile indiana, Facebook mirava soprattutto a gestire l’elaborazione dei pagamenti di milioni di rivenditori locali mediante il suo servizio di messaggistica WhatsApp, che in India vanta già oltre 400 milioni di utenti. Google ne ha presto seguito l’esempio, investendo in Jio 4,5 miliardi di dollari. Nel frattempo, Walmart ha speso 16 miliardi di dollari per acquisire una partecipazione di maggioranza nell’unicorno dell’e-commerce Flipkart, mentre Amazon ha investito circa 6,5 miliardi di dollari per diventare uno dei principali operatori di e-commerce in India.

Ma questi non sono gli unici esempi. La cultura imprenditoriale e il vasto pool di talenti tecnologici dell’India hanno dato origine a una serie di concorrenti nazionali, alcuni destinatari di significativi finanziamenti di private equity. Con il progressivo aumento della loro portata, ora molte di queste società stanno andando ad affollare il calendario delle IPO che, se dovessero andare in porto, potrebbero contribuire a sostenere l’ecosistema digitale e a diversificare i mercati azionari indiani. Tra le società più attive figurano l’e-commerce Flipkart, i servizi di consegna a domicilio di generi alimentari Zomato e Swiggy, l’assicuratore online Policybazaar, la società di logistica Delhivery e il rivenditore di cosmetici Nykaa.

Le nuove società quotate stanno contribuendo a un’ulteriore diversificazione del mercato azionario indiano, non più composto solo da imprese statali ma anche da banche del settore privato, società tecnologiche, titoli di beni di consumo e business dell’energia. La sanità è un’area dell’economia in rapida crescita, dominata dai produttori di farmaci generici. Un pool significativo di nuovi investimenti esteri sta contribuendo all’accelerazione di questo mercato che mostra performance nettamente superiori al benchmark generale dei mercati emergenti.

L’ultimo decennio è stato impegnativo per i settori manifatturiero, edilizio e infrastrutturale in India a causa del rallentamento del ciclo degli investimenti. Naturalmente questo ha inciso sulla crescita del prodotto interno lordo, che ha raggiunto il minimo del decennio attestandosi al 4,2% nel 2019. La domanda dei consumatori trainata dalla facilità di accesso ai finanziamenti, la crescita sfrenata del credito per una popolazione ambiziosa e la spesa pubblica sono stati cruciali per sostenere la crescita economica.

Quali sono le prospettive per il mercato e l’economia dell’India?

A nostro avviso, l’aggressivo taglio dei costi operato negli ultimi anni dalle imprese industriali ha posto le basi per un cambiamento di rotta. Le società hanno tagliato le spese in conto capitale e ridotto la leva finanziaria. Il governo indiano ha messo in atto le tanto attese riforme del lavoro. Nel frattempo, la situazione patrimoniale delle banche è più solida e i tassi di interesse sono ridotti. In questo contesto, il settore manifatturiero indiano potrebbe essere nella prima fase di un periodo di crescita pluriennale caratterizzato da una ripresa dei margini, degli utili e del ROCE (rendimento del capitale investito) che dovrebbe trainare un nuovo ciclo di investimenti.

Allo stesso tempo la distribuzione del vaccino anti-COVID sta riportando fiducia tra i consumatori. A dispetto delle terribili previsioni, l’India ha affrontato senza tentennamenti la pandemia e, dopo quello che è stato definito il lockdown più duro al mondo, l’economia si è ripresa più rapidamente del previsto.

Vari settori dell’economia hanno cominciato a normalizzarsi. L’attività manifatturiera, gli ordini all’esportazione e le vendite di immobili e veicoli hanno tutti dato segnali di miglioramento.

Anche l’approccio del governo sembra in una fase di evoluzione. Piuttosto che cercare di ripulire il sistema come accaduto con notevole successo negli ultimi sei anni, sembra intenzionato a puntare sulla crescita e a collaborare con il settore privato per stimolare l’economia. A dimostrazione di questa tesi, di recente l’India ha presentato un programma di incentivi legati alla produzione per incoraggiare i produttori esteri di telefoni cellulari, prodotti farmaceutici e dispositivi medici a stabilirsi nel Paese e, al contempo, per favorire l’espansione dei produttori nazionali. Con il suo focus sulla spesa infrastrutturale e la crescita, il bilancio 2022 appena pubblicato dal governo centrale ha rafforzato ulteriormente questo sentiment. La nascente ripresa, unita ai ridotti tassi d’interesse, potrebbe segnare l’avvio di un ciclo virtuoso per l’economia indiana. Riteniamo che il PIL potrebbe realizzare una crescita a doppia cifra nell’esercizio 2022 per poi stabilizzarsi nell’intervallo 6%-8% negli anni successivi.

I settori più promettenti

E-commerce: un campo di battaglia molto conteso. La trasformazione digitale dell’India continua a un ritmo sostenuto, portando le società tecnologiche nazionali a competere con le multinazionali per conquistare un tassello del puzzle rappresentato dal grande e giovane mercato consumer del Paese. Reliance Industries è al centro di questo campo di battaglia. Il suo servizio mobile Jio, lanciato nel 2016, ha recentemente superato i 400 milioni di abbonati. Dalle sue origini di colosso indiano nel settore gas-petrolifero, Reliance si è trasformata in una potenza tecnologica nazionale che, piuttosto che muoversi da sola, ha preferito collaborare con multinazionali globali alla ricerca di una via d’accesso in India. A livello più generale, il suo obiettivo è mettere in collegamento produttori, rivenditori e consumatori sulla piattaforma Jio. È a tutto ciò che si deve la partnership strategica con Facebook. Jio sta collaborando anche con Google allo sviluppo di uno smartphone Android a basso prezzo.

Il sistema bancario indiano: due mondi a confronto. Le banche indiane vantano un ottimo potenziale di crescita grazie a una penetrazione di mercato relativamente ridotta e alla rapida crescita del mobile banking. Ma c’è una netta differenza tra banche pubbliche e private. Le banche statali hanno alcuni fra i tassi di sofferenze più alti al mondo, un problema che probabilmente sarà aggravato dalla pandemia. Mentre una nuova legge fallimentare ha costretto le banche a rilevare più rapidamente il passaggio dei crediti a sofferenza, saranno necessarie altre riforme per incrementare la disponibilità di credito in modo da stimolare la crescita e l’innovazione. A tal fine il governo ha recentemente annunciato piani per creare una “bad bank” per gestire le posizioni distressed. D’altra parte le banche private di maggiori dimensioni hanno registrato un incremento degli utili e delle quote di mercato, oltre a essere in una buona posizione per acquisire alcuni degli istituti di credito più deboli del Paese.

Immobili residenziali: un segmento meno frammentato. Negli ultimi anni la formalizzazione e la legittimazione del settore mediante l’approvazione di nuove leggi hanno ridotto la frammentazione del mercato, dove sono rimasti solo alcuni grandi costruttori di edilizia residenziale regionali dotati di una buona organizzazione, tra cui Godrej Properties, Sobha Ltd. e Brigade Enterprises. Una rapida ripresa dell’economia indiana potrebbe trainare una nuova domanda di immobili residenziali nelle aree urbane. Costruttori a parte, potrebbero emergere opportunità anche per le società che forniscono cemento, vernici, piastrelle o elettrodomestici.

Mercato consumer: sotto il dominio delle multinazionali. In India il mercato consumer è dominato da controllate di multinazionali come Hindustan Lever, una business unit di Unilever. Pepsi, Nestlé, Mondelez e Coca-Cola cercano di conquistare nuove quote di mercato attraverso una serie di strategie innovative rivolte agli ipermercati – un’area in forte crescita che probabilmente porterà alla nascita di nuovi operatori nazionali e all’ingresso di un gruppo più esteso di multinazionali.