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Il CEO e CIO della SGR esterna nella lettera annuale agli investitori l'outlook e il posizionamento di portafoglio per il 2026.
Pur essendo un fedele sostenitore di Trump, il successore di Powell è stato per gran parte della sua carriera un falco della politica monetaria, soprattutto sul fronte dell’inflazione. Le società di gestione lo considerano un candidato credibile, in grado di dare tranquillità ai mercati nel medio periodo.
Nel meeting di gennaio, la Banca centrale americana ha lasciato fermi i tassi, una decisione che le società internazionali interpretano come l'inizio di una pausa prolungata che potrebbe estendersi almeno fino alla prima metà del 2026.
Lo scontro tra Trump e Powell non basta a impensierire gli investitori. S&P e Dow Jones verso nuovi record, i listini europei restano stabili. L'outlook dell'AD sullo scenario internazionale.
Il CPI segna un aumento annuo del 2,7%, in linea con le attese del mercato. La previsione dei gestori è che i tassi restino fermi nel prossimo meeting di gennaio, ma il tema principale resta il rischio di perdita dell’autonomia decisionale della Banca centrale.
Il direttore investimenti descrive un quadro macroeconomico solido che si traduce in un orientamento positivo per le azioni, e che resta costruttivo per bond e titoli di Stato.
La corsa globale all’intelligenza artificiale concentra sempre più capitali nelle mani di pochi colossi tecnologici. Una dinamica che ridisegna i mercati e apre nuovi interrogativi sul loro equilibrio.
In un contesto globale in continua evoluzione, gli Stati Uniti si confermano un perno dei mercati finanziari grazie a resilienza economica e leadership tecnologica. Capital Group analizza le forze che plasmano oggi la rotta dell’equity americano.
Terzo taglio consecutivo del 2025 e sesto dall’avvio del ciclo di riduzione del costo del denaro. La decisione di dicembre, approvata con nove voti a favore e tre contrari, conferma un Comitato diviso. Ma il messaggio è netto: finisce l’era dell’allentamento preventivo e la Fed entra nel 2026 in una fase di attendismo, in attesa del nuovo presidente.
L'outlook mensile del direttore investimenti conferma un orientamento attendista e bilanciato sull'azionario. Più costruttivo il posizionamento su titoli di Stato e credito.
Valutazioni ai minimi, politica monetaria più accomodante e reshoring USA riaprono il potenziale delle small cap: carry, M&A e AI ampliano le opportunità, rafforzando l'attrattiva per il 2026. L'analisi di Vincent Nichols. Contenuto sponsorizzato da BNP Paribas Asset Management.
Pochi movimenti visibili all’orizzonte, ma uno scenario che resta favorevole agli investimenti. Nel presentare ai giornalisti la view sul 2026, Anima SGR si mostra costruttiva sull’azionario globale, soprattutto USA. L’Italia? “Un’oasi di relativa stabilità”.