Costi più alti per gli investitori retail che per gli istituzionali: una sfida ancora aperta per l’industria

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L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato il suo terzo report statistico annuale sulle performance e i costi dei fondi d’investimento rivolti alla clientela retail nell’Unione europea. Tra le conclusioni generali, l’ente evidenzia che le commissioni dei prodotti finanziari restano elevate e impattano negativamente sul risultato finale dell’investimento. In particolare, ESMA sottolinea la disuguaglianza presente tra gli investitori al dettaglio e quelli istituzionali. Secondo i calcoli dell’autorità, gli investitori al dettaglio pagano in media il 50% in più degli investitori istituzionali nelle principali asset class.

Si tratta di un’analisi che il Regolatore europeo sta portando avanti da diversi anni. Il rendimento lordo varia di anno in anno, ma ci sono due aspetti che rimangono costanti del loro studio. Uno, che i costi restano una componente critica nella valutazione delle performance finali di un investimento. Due, che gli investitori al dettaglio sono soggetti a costi più elevati rispetto agli investitori istituzionali.

Valore di un investimento a 10 anni

Forniamo qualche cifra per capire meglio nel concreto. Prendiamo come esempio un investimento di 10.000 euro in un portafoglio diversificato di fondi azionari (40%), obbligazionari e bilanciati (30% ciascuno). Il riferimento temporale utilizzato è il periodo dal 2010 al 2019. Alla fine di 10 anni, quei 10.000 euro sarebbero diventati 21.800 euro… finché non si detraggono i costi di gestione. Il rendimento netto si riduce quindi a 18.600 euro. In altre parole, l’investitore individuale avrebbe pagato 3.200 euro di commissioni.

E l’investitore istituzionale? Dopo 10 anni, il valore dei suoi 10.000 euro, lordi, sarebbe di 22.744 euro. In termini netti, si ridurrebbe a 20.743 euro. Cioè, un costo in commissioni di 2.000 euro. Così, per lo stesso periodo e lo stesso investimento iniziale, un investitore al dettaglio ha pagato 1.000 euro in più di commissioni rispetto a un investitore istituzionale.

E questa differenza di costi, sottolinea l’ESMA, si osserva in tutte le varie asset class e orizzonti di investimento. L’ente calcola che in media i costi per la vendita al dettaglio erano più alti del 50% rispetto a quelli istituzionali. Se si scompone il dato per tipologia dio asset class, la differenza in commissioni tra i fondi azionari e quelli obbligazionari è di circa il doppio. Per i fondi bilanciati, gli investitori retail, invece, pagano in media il 30% in più.

Il report completo può essere scaricato qui