Emissioni, supporto da azioni e volatilità: la prospettiva per le obbligazioni convertibili nel 2021

Shawn Mato, Senior Vice President, Senior Portfolio Manager, Aviva Investors.

Contributo a cura di Shawn Mato, Senior Vice President, Senior Portfolio Manager, Aviva Investors. Contenuto sponsorizzato.

Dopo un 2020 movimentato, nel 2021 i livelli delle emissioni di debito convertibile resteranno prevedibilmente elevati secondo gli standard storici. Questo dovrebbe offrire molte opportunità e attrarre potenzialmente più investitori nella classe di attivi.

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Nel 2020 le emissioni di obbligazioni convertibili sono destinate a crescere del 50% rispetto alla media degli ultimi anni. Sebbene nel 2021 l’attività legata a nuove operazioni potrebbe diminuire leggermente, vi sono molte ragioni per credere che resterà a livelli solidi, in quanto un elenco sempre più nutrito di società sta cercando di attingere alla domanda degli investitori.

Quest’anno il livello elevato di emissioni è stato trainato dalle società statunitensi, ma questa tendenza sta iniziando a estendersi all’Europa e all’Asia e sarà ben accolta dagli investitori, ansiosi di diversificare le proprie partecipazioni.

In alcuni mercati le emissioni potrebbero essere considerate un segnale preoccupante, come ad esempio il debito societario investment grade e high yield, per i titoli convertibili, in cui il mercato è relativamente piccolo, è probabilmente vero il contrario.

A livello storico, questo aspetto si è rivelato svantaggioso per gli investitori. In primo luogo, le operazioni tendono a essere di dimensioni più contenute e vi sono meno società in cui investire, rendendo più difficile diversificare i portafogli. Di conseguenza, il mercato resta un’area relativamente di nicchia per gli investitori.

Sebbene gli istituti long-only rimangano il pilastro portante dell’universo degli investitori, la robusta crescita del mercato sta iniziando ad attrarre nuovi acquirenti, ansiosi di accaparrarsi la domanda aggiuntiva.

Dopo un debole primo trimestre, nella parte restante del 2020 le azioni hanno recuperato. La politica monetaria espansiva e l’accelerazione della crescita economica, dovuta in particolare al lancio dei vaccini contro il Coronavirus, dovrebbero continuare a sostenere il mercato nel 2021, favorendo anche i titoli convertibili e i fondi long-only.

I titoli convertibili sono strumenti di debito ibridi che offrono agli investitori la possibilità di partecipare ai rialzi dei prezzi azionari. In media, tendono generalmente a catturare circa due terzi di qualsiasi rialzo del prezzo delle azioni sottostanti.

Mentre le economie iniziano ad aprirsi grazie all’impiego dei vaccini, ci aspettiamo di osservare una spinta al rialzo dei titoli convertibili esercitata dalle azioni sottostanti, con risultati particolarmente soddisfacenti conseguiti dalle obbligazioni emesse da società dei beni voluttuari. Ci aspettiamo inoltre un apprezzamento delle obbligazioni emesse da società tecnologiche. Sebbene molti titoli tecnologici possano presentare valutazioni elevate, è difficile ignorare l’attrattiva di società che offrono potenziale di crescita in un contesto in cui la crescita degli utili sarà rarissima. Anche le nuove operazioni perfezionate da società operanti nel settore delle energie alternative possono riscontrare l’interesse degli investitori, considerato che si tratta di un’altra area con potenziale di crescita.

Nonostante la prospettiva per le azioni sia generalmente positiva, molte buone notizie sono già state scontate e le condizioni economiche avverse permangono. Se le condizioni di negoziazione rimangono volatili, a beneficiarne potrebbero essere le strategie di arbitraggio convertibile.

Sebbene da aprile le condizioni economiche siano sostanzialmente migliorate, la ripresa globale resta fragile, in particolare se negli Stati Uniti non saranno approntati imminenti piani di stimolo fiscale o se le autorità politiche di altri Paesi ritireranno troppo presto il proprio sostegno.

Ciò potrebbe significare che i mercati azionari rimarranno relativamente volatili per un periodo sostenuto, favorendo in tal modo gli investitori in titoli convertibili, in particolare nelle strategie di arbitraggio convertibile che puntano ad acquistare obbligazioni a basso costo rispetto alla valutazione della somma delle loro parti.

In sintesi

Sebbene vi siano voci diffuse secondo cui la nascente ripresa economica determinerà un’inversione di tendenza rispetto al prolungato periodo di sottoperformance dei titoli value, gli investitori in cerca di conseguire profitti da tale punto di svolta resteranno verosimilmente delusi.

La pandemia ha evidenziato quanto sarà difficile il futuro per molte di queste società; il solo fatto che i prezzi delle loro azioni siano depressi non significa che recupereranno presto. Gli investitori dovrebbero pertanto rimanere diffidenti nei confronti dell’investimento in titoli convertibili emessi da società che con maggiore probabilità faticheranno a crescere, persino in un contesto economico più solido.

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