UBS ETF Gender Equality, investimenti raddoppiati durante la pandemia

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Alessandra Calabretta, Passive & ETF Specialist Sales Italy, UBS AM

Contributo a cura di Alessandra Calabretta, Passive & ETF Specialist Sales Italy, UBS Asset Management. Contenuto sponsorizzato.

Il primo ETF focalizzato sulla gender equality proposto  in Italia, l’UBS ETF (IE) Global Gender Equality UCITS ETF (hedged to EUR) A-acc è stato lanciato l’8 marzo 2018 e quindi festeggia oggi, giornata internazionale della donna, il terzo anniversario dalla quotazione su Borsa Italiana da parte di UBS Asset Management, pioniere nell’universo della sostenibilità e da sempre innovatore in questa dimensione.

La storia di questo strumento e l’evoluzione dell’indice da esso replicato sono una testimonianza di come l’attenzione alla parità di genere abbia assunto una maggiore importanza dal 2018 a oggi. Nel corso degli ultimi tre anni infatti è cresciuta la sensibilità degli investitori su questo tema fortemente legato alla ‘S’ dell’acronimo ESG.

L’UBS ETF Global Gender Equality con un rating MSCI ESG pari ad “AA”, il secondo più elevato, replica l'indice Solactive Equileap Global Gender Equality 100 Leaders, che riflette le 100 società leader a livello mondiale con un forte track record nella diversità di genere e nella sostenibilità. Le aziende sono selezionate in base a 19 criteri tra i quali parità retributiva e bilanciamento tra lavoro e vita privata, trasparenza e responsabilità, equilibrio di genere e politiche di sostenibilità.

L’UBS ETF Global Gender Equality è strumento innovativo, capace di raccogliere in soli 3 anni più di 500 milioni di dollari: una quota significativa sia dal punto di vista finanziario, che dal punto di vista simbolico, considerando che circa la metà della raccolta è avvenuta nel corso del 2020, con lo strumento che è passato in un anno da 213 a 561 milioni di dollari di masse in gestione. Proprio quando, a causa della pandemia, le donne hanno pagato a caro prezzo la disuguaglianza di genere e occupazione.

Un ruolo in questa crescita è stato senza dubbio giocato anche dalla maggior consapevolezza emersa durante la pandemia che, in termini professionali, ha sicuramente colpito maggiormente la popolazione femminile, escludendola da un mercato del lavoro a volte e per alcuni settori già ostile.

Basti pensare che, fonte Istat alla mano, in Italia, a dicembre 2020, 101mila persone hanno perso il lavoro e di queste, 99mila erano donne. Inoltre, confrontando il secondo trimestre  2019 con lo stesso periodo del 2020, 470mila lavoratrici hanno perso l’impiego su un totale di 841mila, come a dire che, su 100 posti persi, il 55,9% apparteneva ad una donna. Sono dati che ritornano anche ampliando lo sguardo a livello internazionale: secondo le statistiche di UN Women, infatti, nell’area Europa/Asia Centrale, tra aprile e giugno 2020, oltre il 15% delle donne ha perso il lavoro e un altro 41% ha avuto una significativa riduzione di stipendio.

La disparità di genere non sembra quindi conoscere confini. Ma, allo stesso, modo anche la sensibilità rispetto a questa tematica si sta diffondendo. Quest’ultima dinamica la si può riscontrare anche nel cambiamento della composizione dell’indice dal lancio dell’ETF a oggi. Osservando l’evoluzione del benchmark replicato dall’UBS ETF Global Gender Equality, si nota infatti che, se nel 2018 ad essere incluse erano aziende appartenenti a 13 Paesi, nel 2021 i Paesi rappresentati sono saliti a 16. Un cambiamento relativamente limitato, ma comunque indicativo del fatto che inizia ad affermarsi, perlomeno a livello aziendale, una risposta alla disparità di genere.

Quando UBS Asset Management ha lanciato l’UBS ETF Gender Equality, la tematica della gender parity iniziava a farsi strada anche nel mondo degli investimenti. Per quanto rimanga però ancora molta strada da fare, a distanza di soli tre anni questa situazione è sicuramente in fase di evoluzione e cambiamento, come dimostra anche il successo in termini di raccolta dello strumento e la sempre maggior attenzione da parte degli investitori a temi quali sostenibilità e parità di genere

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