Il 2021 alla riscoperta del value

Andrea Favero, notizia
Andrea Favero, immagine ceduta

Contributo a cura di Andrea Favero, head of Asset Managers di BlackRock Italia. Contenuto sponsorizzato.

L’aumento del prezzo del petrolio, il rialzo dei tassi sulle scadenze medio lunghe negli Stati Uniti e l’aumento del breakeven inflation[1] sulle principali valute sono solo alcuni dei principali temi di investimento del 2021 che stanno spingendo gli investitori ad una rotazione ciclica dei portafogli.

I flussi sugli ETP (Exchange Traded Products)[2] ne sono una conferma. L’ottimismo verso le riaperture ha trainato le masse verso i Paesi sviluppati, soprattutto Europa e Giappone, ma anche verso i mercati emergenti e settori ciclici, come gli energetici o gli industriali, a discapito di quelli più difensivi. L’aspetto più rilevante di questo riposizionamento è il ritorno alla preferenza verso il fattore value[3], che fino a novembre 2020 era stato particolarmente penalizzato, a riprova del fatto che il tema delle riaperture sta trovando sempre più spazio all’interno dei portafogli degli investitori. Inoltre, ciò mette in evidenza quanto gli ETP vengano usati per gestire in maniera selettiva l’esposizione al rischio, grazie all’ampia granularità che li contraddistingue.

Il 2020 è stato caratterizzato da una divergenza di performance all’interno del mercato azionario tra i vincitori del distanziamento sociale, le aziende produttori di beni e servizi che hanno beneficiato del lockdown e i vincitori delle riaperture, cioè le società che saranno favorite dalla riapertura delle economie mondiali. A livello globale, stiamo assistendo sul mercato degli ETF (Exchange Traded Funds) ad una controtendenza rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda le rotazioni settoriali e fattoriali, a seguito dell’annuncio del vaccino. I settori ciclici hanno raccolto quasi 90 miliardi di dollari da inizio 2020, di cui 70 da gennaio 2021 ad oggi. Le small cap[4] sono rimaste stabili fino a novembre del 2020, da allora hanno raccolto circa 40 miliardi di dollari in circa 4 mesi, mentre il fattore value, da novembre dello scorso anno, ha raccolto circa 15 miliardi di dollari[5]. In effetti il paniere di titoli che beneficiano delle riaperture presenta una forte correlazione positiva con il fattore value, il che giustifica il rimbalzo degli ultimi mesi.

Finora la redditività è stata l’elemento distintivo a favore del growth[6], tuttavia esistono oggi diversi spunti a sostegno del value. Se si considera per esempio la duration degli asset relativa all’equity (raw duration), si nota che nelle società growth questa sia di circa 40, mentre nel value meno di 25[7]. Un ulteriore gap interessante si rileva sul P/E to growth[8], relativo alla crescita prospettica; sino al 2019 era simile in entrambi gli stili, mentre oggi il differenziale è maggiore, secondo il quale il value diventa più attraente][9].

Storicamente è raro che si sia assistito ad esposizioni con trend positivo a buone valutazioni rispetto a un benchmark, ma in questo momento è proprio ciò che sta accadendo con il fattore value. Si tratta di una tendenza con un ottimo potenziale che gli investitori iniziano a guardare con particolare interesse, in un periodo in cui la maggior parte delle valutazioni sono elevate. L’era del value è tornata.


[1]  Break-even inflation. È il tasso d'inflazione implicito nelle quotazioni di un titolo indicizzato (per esempio il BTp Italia o il BTp€i) che permette al rendimento a scadenza dello stesso titolo di uguagliare quello di un bond a cedola fissa (BTp semplice) di analoga vita residua.

[2] Fonte: Aladdin, BlackRock

[3]La strategia denominata Value investing ha come principale obiettivo quello di cercare società solide ma temporaneamente svalutate dal mercato per realizzare un profitto dal riallineamento del titolo con il fair value.

[4] Small cap sono le aziende a bassa capitalizzazione.

[5] Fonte: Fonte Intesa SanPaolo – Capital Structure; BlackRock.

[6]La strategia di Growth investing si fonda proprio sulla scelta di titoli con prospettive di crescita nel breve periodo superiore alla media.

[7] Fonte: Fonte Intesa SanPaolo – Capital Structure; BlackRock. Dati a dicembre 2019.

[8] Il PEG (price earning / growth) è il rapporto tra p/e e tasso di crescita previsto per l'esercizio in corso.

[9]Fonte: Fonte Intesa SanPaolo – Capital Structure; BlackRock. Dati a Settembre 2020.


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