Interrogarsi sul proprio profilo sostenibile, o meglio, sulla propria identità. È il compito a cui gli attori finanziari sono stati chiamati negli ultimi anni, rispondendo a una serie di imposizioni normative che rimandano non soltanto al rispetto di parametri ambientali, sociali e di governance in capo al prodotto finanziario, ma anche all’operatore stesso. La genesi di questa autovalutazione è da ricercare in una crescente sensibilità del mercato, certo, ma anche in una decisa introduzione della tematica da parte di autorità di regolamentazione e organismi sovranazionali. Il rimando è non soltanto ai Regolamenti Ue SFDR e Taxonomy, ma anche alle linee guida delle ESAs, o al due diligence questionnaire dei Principi di investimento reponsabile della Nazioni unite (Un PRI) e agli Obiettivi di investimento sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Nel perimetro della selezione dei fondi, dunque, la selezione dello stesso asset manager assume un rilievo centrale.
FundsPeople International ESG, il legame tra selezione e identità sostenibile dell’asset manager

FundsPeople International ESG. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
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