Mine Tezgul: “Nicchie forti e qualità per investire nelle small cap europee”

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Mine Tezgul, portfolio manager, Columbia Threadneedle Investments (Immagine concessa)

Un 2021 all’insegna dell’ottimismo per la ripresa, nonostante rimangano dei venti contrari. È questa la view di Mine Tezgul, gestore del fondo Threadneedle (Lux) Pan European Small Cap Opportunities di Columbia Threadneedle Investments, prodotto che ha ottenuto il doppio rating Blockbuster (B) e Consistente (C) FundsPeople. Una campagna di vaccinazioni che procede a rilento, il timore di danni al tessuto economico inferti dal COVID, un ritorno dell’inflazione e un conseguente aumento dei tassi di interesse sono fonti di incertezza di non poco conto per gli investitori che puntano sull’Europa. Ma secondo il gestore, grazie alla selezione delle aziende e al focus sulla qualità dei modelli di business, le small cap europee sono un segmento ricco di opportunità. E se ben selezionate, possono offrire potenziali di crescita maggiori rispetto alle aziende di grande capitalizzazione.

Vincitori e vinti

“Il mondo cambierà nel 2021. Aspettatevi un grande rimbalzo degli utili aziendali schiacciati dal virus, il sostegno di stimoli fiscali, una buona disponibilità di liquidità e una ripresa delle aziende e dei consumatori. L’Europa ha un’incredibile gamma di aziende forti competitive a livello globale. I guadagni rimbalzeranno e i sopravvissuti che sono stati iper venduti rimbalzeranno. Ma ce ne saranno alcune che non sopravvivranno o saranno ostacolate dalla crisi”, spiega Tezgul. Secondo il gestore i rischi sono evidenti, ma nel complesso non sono da temere molto di più rispetto a quanto non lo siano normalmente in qualsiasi fase di mercato: “Un aumento dei tassi d’interesse danneggerebbe i livelli di valutazione e colpirebbe le società che hanno un forte indebitamento. Un’inflazione più elevata nuocerebbe alle aziende che faticano a superare gli aumenti dei costi. Ma crediamo che i nostri portafogli siano ben posizionati, poiché ci concentriamo su modelli di business sostenibili e resilienti”, sottolinea.

Focus sulla qualità

“Le small cap non sono né costose né particolarmente economiche rispetto alle large cap, ma possono offrire una crescita maggiore, e quelle che operano in nicchie forti possono sopportare gli effetti di una generale crescita economica più debole”, afferma il gestore di Columbia Threadneedle Investments. L’approccio bottom-up e il focus sulla qualità permette al gestore di mantenere un certo grado di indipendenza dalle variabili di carattere macro economico, con una struttura del portafoglio che non subisce grosse modifiche al variare dei contesti. “Anche un evento importante come il COVID-19 non ha portato a grandi cambiamenti, dato che eravamo già sovrappesati nei titoli tecnologici e sanitari, che hanno beneficiato dal nuovo contesto. Il nostro essere sottopesati è altrettanto significativo quanto il nostro essere sovrappesati: abbiamo un’esposizione minima ai titoli energetici (petrolio e gas), alle utilities e anche ai grandi settori finanziari e immobiliari. I prodotti in questi settori sono tipicamente poco differenziati e il potere dei prezzi è inesistente o limitato. Questi ostacoli erano dolorosi prima di COVID-19, ma il virus e i conseguenti lockdown hanno accelerato ed esacerbato queste tendenze, e probabilmente ciò continuerà”, sottolinea.

Nuovi nomi in portafoglio

Alcuni titoli recentemente introdotti nel Threadneedle (Lux) Pan European Small Cap Opportunities mettono in evidenza l’approccio a lungo termine del gestore. Un importante acquisto dello scorso anno è stato ASM International. “ASMI è un beneficiario della Legge di Moore – il principio secondo cui la velocità e la capacità dei computer possono raddoppiare ogni due anni.  La pandemia e le chiusure hanno accelerato la domanda di computer più performanti e più veloci.  E ASMI è un fornitore leader di apparecchiature per semiconduttori – è così rende possibile la produzione di chip di computer sempre migliori.  Con sede in Olanda, ASMI produce in 14 paesi del mondo”, osserva. Un altro acquisto è stato la società di elaborazione dei pagamenti Nexi. “Il loro business – principalmente in Italia – era solitamente dominato dalle banche. Ma le banche non hanno interesse a gestire il software, e un’azienda come Nexi è in grado di guadagnare quote di mercato, distribuire il miglior software a una base di banche sempre più ampia, e consolidare il mercato. Ed è anche un mercato in crescita, vista l’esplosione del commercio online in seguito ai lockdown dovuti al virus”, conclude Tezgul.