Un rendimento annualizzato solo “lievemente” superiore a quello di altri asset a fronte di “un’assunzione di rischio ben maggiore”, una ridotta sicurezza delle piattaforme di scambio e, in definitiva, un calo di interesse per il settore (soprattutto in Italia). Le criptoattività, dopo l’ubriacatura degli anni precedenti, alla luce degli eventi negativi del 2022 hanno ridotto fortemente la loro portata in termini di performance. A settembre di quest’anno, il valore di mercato delle principali criptovalute risultava inferiore del 50% rispetto a quello registrato nel 2021, dopo un crollo del 65% nel 2022 e un parziale recupero nei primi nove mesi dell’anno in corso. A rilevare la tendenza è Consob, nel secondo rapporto sulle principali tendenze in materia di investimenti sostenibili e criptoattività di cui è stata pubblicata già una prima notizia dedicata all’approfondimento sui fondi sostenibili. È un caso, dunque, che soltanto in questi giorni si sia consumato l’ennesimo scandalo nel settore con la dichiarazione di colpevolezza di Changpeng Zhao, amministratore delegato di Binance, per il reato di riciclaggio e l’indagine aperta da parte della SEC statunitense per l’attività di promozione di trading finanziario in assenza di permessi.
Consob: criptoattività, i rendimenti non compensano il rischio

Nik Korba (Unsplash)
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