Mortimer (Guinness AM), focus sulla qualità delle aziende globali per navigare mercati incerti

Ian Mortimer Notizia
Ian Mortimer, foto concessa (Unsplah)

Inflazione, volatilità dei tassi per il tapering negli Stati Uniti e crescita globale in rallentamento. Sono tanti gli elementi di preoccupazione per gli investitori in questa fine 2021. Ma nonostante i fattori di incertezza secondo Ian Mortimer, portfolio manager del Guinness Global Equity Income Fund, investire nelle aziende globali di qualità che versano dividendi sostenibili nel tempo risulta una scelta vincente. “Ci saranno sempre delle incertezze sui mercati, bisogna solo capire come navigarle”, dichiara il gestore azionario che aggiunge: “Malgrado le pressioni sui tassi, siamo ancora in un ambiente di tassi bassi. Quindi l'argomentazione TINA (There Is No Alternative) che favorisce l’azionario rispetto al reddito fisso prevale tuttora”, osserva. Certo le valutazioni in molti segmenti del mercato dell’equity sono elevate e attualmente le aspettative di rendimenti per molte società sono modeste, perciò per il gestore è fondamentale capire su quali parti del mercato scommettere. Infatti, secondo il gestore della strategia con Marchio FundsPeople e rating (C) Consistente sullo sfondo di una ripresa che sta rallentando, le aziende Hyper Growth che hanno fatto molto bene lo scorso anno stanno soffrendo, a causa di aspettative di crescita salite oltremodo. “Per questo motivo i mercati hanno iniziato a ricercare la qualità e le aziende con una maggiore stabilità degli utili, con uno shift verso i quality growth stocks, che sono titoli più secolari per loro natura e meno legati a ciclo economico”, dice il professionista di Guinness Asset Management.

Superato il test del COVID

Il 2020 è stata la tempesta perfetta per le strategie che puntano sulla distribuzione dei dividendi. Durante il crollo dei mercati del primo trimestre dello scorso anno, in seguito allo stop improvviso dell'economia per le norme di confinamento, molti business hanno smesso improvvisamente di generare ritorni. Diverse aziende al fine di preservare liquidità nei bilanci sono state obbligate a sospendere i dividendi. “La crisi del COVID-19 ha generato uno shock senza precedenti. Si è verificata una situazione estrema ed insolita, ma nonostante ciò il nostro processo d’investimento si è dimostrato resiliente. I tagli di dividendi si sono concentrati in alcuni settori specifici, come il settore finanziario europeo, quello delle commodities o in altri più definiti e direttamente colpiti dai lockdown come le compagnie aeree”, illustra il portfolio manager. “Ma grazie al nostro focus sulla qualità e per il fatto di realizzare delle scommesse di lungo periodo, abbiamo evitato i settori più colpiti. Il nostro processo generalmente esclude questi tipi di società, poiché spesso non generano dividendi sostenibili nel tempo”, afferma Mortimer che aggiunge: “Nonostante la pandemia, la distribuzione dei dividendi del nostro portafoglio nel 2020 è stata in linea con il 2019. E finora, nel 2021, delle nostre 35 partecipazioni in portafoglio 28 società hanno annunciato una crescita del loro dividendo per il 2021 rispetto al 2020, 3 società hanno annunciato un dividendo piatto, 1 società ha annunciato un modesto taglio del dividendo e zero società hanno annunciato cancellazioni di dividendi”, evidenzia il gestore.

Cambi in portafoglio

Nel concetto di qualità rientrano le società redditizie che hanno generato continuamente un elevato rendimento del capitale nel corso dell'ultimo decennio. “Le nostre analisi indicano che la probabilità che queste aziende che hanno fatto bene negli ultimi 10 anni continuino a farlo anche nei prossimi dieci è elevata”, afferma l’esperto. Ne deriva un portafoglio concentrato, con una forte disciplina di vendita e con basso turnover, in media del 5% annuo. Tra i cambiamenti in portafoglio recentemente il team di gestione ha venduto la partecipazione in Anta Sports, il principale marchio cinese di abbigliamento sportivo con circa il 15% di mercato interno. “Mentre l'azienda continua ad avere una traiettoria di crescita dei ricavi elevata, abbiamo deciso di vendere la nostra posizione e prendere profitt, data la valutazione ora più elevata della società”, afferma. “Da quando abbiamo acquistato la società nel 2017 ha generato un rendimento totale di oltre 640%, con una parte significativa di questo rendimento generato negli ultimi 12 mesi”, sottolinea. “Come parte del nostro processo one-in-one-out, abbiamo sostituito la nostra posizione venduta con una con una nuova posizione in Texas Instruments, il più grande produttore mondiale di semiconduttori semiconduttori analogici. L'azienda vanta diverse caratteristiche che tipicamente cerchiamo nel fondo: il ritorno sul capitale non solo è ben al di sopra della media del settore, ma è in crescita, guidato da una forte espansione dei margini”, conclude.