Un 2023 di ripresa per i mercati (nonostante l’eredità “pesante” dei 12 mesi precedenti) e un 2024 che si è aperto all’insegna delle incognite. Geopolitiche, in primis. L’attenzione va quindi in direzione dei conflitti più accesi (anche per l’economia europea) ossia in quella dell’Ucraina e della Striscia di Gaza, e poi oltre oceano, con lo sguardo rivolto alle elezioni presidenziali che si terranno a novembre negli Stati Uniti. I gestori italiani interrogati sulle prospettive sull’anno concordano sugli scenari di rischio, meno sulle contromisure da attuare nei portafogli (al di là della raccomandazione a investire). E gli investitori istituzionali? Ora che sembra essere stato raggiunto il picco dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, come potrebbe cambiare la composizione dei loro portafogli? Quali le strategie migliori per affrontare l’attuale contesto di mercato e cogliere al contempo le opportunità offerte dalle tendenze in atto? Di porre questi interrogativi si è occupato il Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali che, nel corso del convegno virtuale “Le prospettive economico-finanziarie 2024 per i player istituzionali” ha riunito intorno a un tavolo (virtuale, appunto) fondi pensione, casse previdenziali e family office con l’intento di ragionare sulle strategie di investimento da attuare nei prossimi mesi.
Dove investiranno gli istituzionali italiani nel 2024

Alexander Andrews (Unsplash)
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