Anima SGR: più ottimismo tra i risparmiatori (ma il climate risk guadagna posizioni)

risparmio, Anima SGR: più ottimismo tra i risparmiatori (ma il climate risk guadagna posizioni)
Jonathan Bean, Unsplash

Il risparmio con l’obiettivo di far fronte a eventuali emergenze (non necessariamente di ordine sanitario) si mantiene in testa ai progetti degli italiani. Tuttavia le preoccupazioni legate alla pandemia lasciano spazio a un rinnovato ottimismo. È quanto rileva l’ultimo Osservatorio semestrale di Anima SGR, realizzato in collaborazione con la società di ricerca Eumetra. L’indagine, finalizzata ad analizzare i comportamenti finanziari e le abitudini di risparmio delle famiglie italiane, è stata condotta a ottobre su un campione di 1.013 adulti ‘bancarizzati’ (ossia titolari di un conto corrente bancario o libretto bancario o postale) con accesso al web e rappresentativi di circa 35 milioni di persone. Il 50% del campione, precisano i ricercatori, oltre a essere ‘bancarizzato’ risulta anche 'investitore'. Ebbene, ad allentare le tensioni sul futuro rispetto alle rilevazioni precedenti contribuiscono il buon andamento della campagna vaccinale e le prospettive aperte dalla definizione di investimenti finalizzati a dare respiro e spinta alla ripresa economica (le attese sono per una crescita del 6% quest’anno e del 4% nel 2022), in particolare la liquidità che sarà apportata al sistema dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il 44% dei bancarizzati e il 52% degli investitori intervistati ritengono che la situazione sia migliorata rispetto allo scorso anno: a marzo le quote erano rispettivamente del 9 e del 14 per cento. Il dato è positivo anche nella prospettiva di un anno: il fronte dei bancarizzati ottimisti passa dal 33% di marzo al 48%, mentre nel segmento degli investitori dal 40% si sale al 54 per cento.

Percezione del rischio, il climate change guadagna posizioni

Un dato interessante riguarda, in particolare, i cambiamenti legati alla percezione dei rischi che potrebbero peggiorare “nel medio termine” la vita delle persone. La percentuale di bancarizzati che indica pandemia/malattie infettive retrocede dal 68% al 47% e si assiste anche a una riduzione dal 59% al 52% di quanti rispondono disoccupazione/recessione, mentre passa dal 29% al 37% la quota di coloro che percepiscono i rischi legati al cambiamento climatico. Anche nel segmento degli investitori si riscontra la stessa tendenza: le pandemie/malattie infettive passano dal 67% al 49%, la disoccupazione/recessione dal 54% al 48% e per quanto riguarda il cambiamento climatico dal 27% al 38 per cento. Anima indica poi come alla domanda sugli impatti economici della pandemia (maggiore disoccupazione, recessione economica e così via), si riduca al 34 dal precedente 52% la quota di bancarizzati che ritiene che “gli effetti ci saranno anche nel lungo termine”; e dal 44% al 25% la quota nel segmento degli investitori.

L’inflazione inizia a pesare sugli acquisti

Come detto le prospettive dei risparmiatori sul futuro sono più rosee. Già oggi il 23% dei bancarizzati e il 28% degli investitori ritiene migliorata la propria situazione finanziaria rispetto allo scorso anno e le percentuali arrivano al 33% e al 36% nella prospettiva di un anno. Tuttavia, l’inflazione si fa sentire. Il 76% dei bancarizzati e il 73% degli investitori, infatti, hanno dichiarato di aver rilevato un aumento dei prezzi dei loro acquisti abituali rispetto al periodo pre-Covid. E i prezzi saliranno anche il prossimo anno, per il 61% del campione (57% degli investitori).

In questo scenario si conferma la tendenza delle famiglie a risparmiare in vista di eventuali emergenze. A marzo la percentuale dei bancarizzati era di 52 punti, oggi sale a 54; accelera la quota degli investitori che passa dal 55 al 58 per cento. Mantiene una solida seconda posizione il progetto di andare in vacanza, importante per il 35% dei bancarizzati e il 39% degli investitori (prima si parlava rispettivamente del 38% e del 39%). Fra gli altri progetti, arretra l’attenzione ad aiutare i familiari: i dati di ottobre 2021 sono distanti da quelli della primavera ma vicini a quelli del periodo pre-Covid (16-18% dei bancarizzati e 18-24% degli investitori nelle rilevazioni di primavera e autunno 2019).

Il mattone risale la china. E cresce l’interesse ESG

Si mantiene anche a ottobre la propensione a investire, con un’accelerazione nel settore immobiliare, su cui punterebbe il 32% degli investitori (era il 28% a marzo) e il 36% dei bancarizzati (dal 29% della rilevazione precedente). Resta saldo l’interesse per i prodotti finanziari per l’82% degli investitori e per il 62% dei bancarizzati (in entrambi i casi in aumento di due punti).

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Fonte: Osservatorio Anima, Eumetra Mr, ottobre 2021

Procede rilevazione dopo rilevazione la maggiore sensibilità ai temi sostenibili. L’indagine, infatti, evidenzia come si riduca ulteriormente la quota dei risparmiatori che dichiarano di non aver mai sentito parlare di investimenti ESG. Nello specifico, la quota dei bancarizzati “inconsapevoli” si riduce al 40% dal 45% di marzo 2021 (mentre un anno fa si parlava del 47%) e nel segmento degli investitori, si passa al 26% dal 31% di marzo 2021.